100 OPERE COMPLEXE
queforche, Casale di S. Martino al Vomano, Poggio Morello ec. èoucedette in ricompensa di servigi a Eainaldo e For-tebraccio di, Acquaviva, mariti' di Foresta e di Sconfitta o Conflitta,. figlie di Leone di Atri, i feudi tenuti da costui, tam in demanio quam in servitio: e furono diverse quote di Balbiano, di Bisenti, di Bacucco, di CMviauo, di Poggio delle rose, di Scorrano, Cermignano, Forcella, Eipa Grimal-di, Cantalupo, Castelvecchio, Acquaviva e di altri ora sconosciuti paesi, giacché alcun-i erano sin d'allora disabitati. Fra essi vuoi notarsi che Bisenti e Bacucco erano stati posseduti da' Cassinesi, che ne conservarono i dritti ne' loro diplomi e nell'enee porte della chiesa dell'archicenobio; e gli altri forse furon tolti a guelfi baroni. Non ho potuto conoscere né gli ascendenti, né la patria dei sndetti Eainaldo e Fortebraccio di Acquaviva, essendo discordi gli storiografi di tale illustre famiglia, i quali lungi dal chiarire la storia, l'hanno oscurata, confondendo i molti paesi denominati Acquaviva, non solo quelli de' nostri contorni, ma la città di Acquaviva della Peucezia, Acquaviva di Basilicata, quella .di Molise, altre d'Italia e fin di Francia, che certamente ebbero i proprì signori, ma non potevano aver nulla di comune co' due suddetti. Tale per esempio Sansone conte di Acquaviva, firmato come testimonio in una donazione, fatta nel 1014. dal normanno Drogone conte di Puglia alla cattedrale di Nicastro di Calabria; essendo impossibile che in quell'epoca un barone di Acquaviva di Penne, se pure uno ven'era in detto anno, suddito del signore di Pagliara ed in conseguenza del 'duca di Spoleto, si trovasse in Calabria al seguito di un capo normanno. Così si trova lortuario conte di Acquaviva, protonotario imperiale nel 1199. Il feudo di costui non poteva essere nelle nostre regioni, perché nessun paese in tal tempo avea titolo di contea, meno l'Apruzio in concreto e Penne. Slmilmente Andrea di Acquaviva, giustiziere di Terra d'O-tranto regnando Federico II, era signore di Acquaviva di Basilicata, e fu uno de' baroni che accolsero nei loro ca-. stelli i prigionieri lombardi (Bor. Appen. pag. 136 al 104). Quindi, poiché ad uno storico è permesso dir la sua