DÌ PANCHAZIO PALMA J03
a lui aveva tolto Ottone ed invadeva il nostro regno, minando paesi, uccidendo gente nelle contee d'Apruzzo e di Penne. Ma il Papa tutore seppe con maneggi e con alleanze conservarlo pel suo pupillo che ajutato dallo stesso pontefice e dal monarca di Francia, passato in Alemagua, vi fu coronato re di quel paese, e quindi poi fu da Onorio III. fregiato dell'imperiale diadema. Eientrato nelle Sicilie tenne un parlamento in Messina, ove pubblicò varie sue costiti!-. zioni; fra le quali sono notabili quelle contro de' giuocatori; de' bestemmiatori; delle meretrici, alle quali proibì di bagnarsi colle oneste donne e di abitare dentro le mura delle città; dei giudei, che obbligò a vestir diversamente da' cristiani. Eisoluto quindi di assoggettare Milano e le altre unite città di Lombardia ordinò ai baroni ed ai militi di riunirsi in Pescara agli 8 marzo 1226, ov'egli si pose alla lor testa, e per la nostra Salaria s'innoltrò nell'alta Italia.
Avendo poi sposata in seconde nozze Iole o lolanda, figlia di Giovanni di Brenna e di Maria di Monferrato, erede del regno di Gerusalemme, sì per mettere in alto il titolo di re di quel paese, che in forza di tal matrimonio aveva assunto, sì per adempiere a due giuramenti fatti allorché prese la corona di Germania, e quando ricevè l'imperiale, dopo molte spinte del pontefice, fece vela per la Palestina nel 1228, avendo prima esatto il denaro necessario nel parlamento tenuto in Capua nel 1227. Aveva lasciato suo luogotenente Einaldo, da lui creato duca di Spoleto. Poiché sebbene il papa possedesse quello Stato, pure gl'imperatori non aveano deposta la pretensione di alta sovranità su di esso. Avvenne che ribellatisi i signori. di Poppleto, fortificandosi in Oapitignauo, provincia di Aquila, il duca costrinse i feudatarì a porre in piedi un'armata cui unì i Saraceni, già condotti da Federico dalla Sicilia in Lucera. Arresisi per capitolazione i riottosi, Einaldo stimò avvalersi della riunita gente per conquistare il ducato, di cui avea il titolo, ed invase la Marca sino a Macerata, saccheggiando il paese e perseguitando a morte i parteggiani che avea il Papa nel clero e nel popolo (Leo). Gregorio IX allora regnante, ottenuti ajnti dalle cristiane potenze, pose in piedi