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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   104 OPERE COMPLETE
   due armate, la prima sotto il comando del conte di Celano esiliato da Federigo, dopo arsogli il castello e deportatine gli abitanti ili Salerno ed in Sicilia; la seconda capitanata da Giovanni altro pretendente di Gerusalemme, che irrompendo nella Marca ne scacciò il duca Rainaldo, ed inseguitolo nel regno lo assediò in Solmona. Intanto Federigo riduceva alla sua obbedienza quasi intero il regno di Palestina, e ne riavea la capitale, già occupata da Turchi, ove nella pasqua del 1229 fu coronato. Ordinato colà un governo, e fatta una tregua di dieci anni col sultano, se ne ritornava nel nostro reame, che trovava in guerra tra il partito pontificio ed il suo. Sbarcato però esso in Puglia, la truppa che assediava Solmona pertossi a Telese per riunirsi col l'altro corpo. Le ostilità ben presto cessarono colla pace di S. Germano nel 1230; ma non finirono le loro funestissime conseguenze, cioè l'accanimento tra guelfi e ghibellini; e le vendette che prese l'imperatore e re di tutti quelli che aveano aderito alla papale dominazione. Privò di contea Monaldo conte di Apruzio e lo esiliò dal regno, imprigionando un de' figli Koberto, Pare che Teramo, dopo aver seguita la parte guelfa, come aveano fatto Lanciano, Ortona, Atri ec. fosse stato aggraziato, meno un tal Giovanni di Leonardo Buouconte ed altri cittadini, pei quali si spedì mandato di arresto e di confisca. Al contrario Federigo premiò Matteo di Melatine suo milite e fedele, conferendogli terre feudali nel tenitnento di Squillace in Calabria, con diploma del 1224 e 1225.
   Volendo poi uniformarsi al Concilio Lateranense, che gl'imponeva d'istituire nel suo regno due università, egli con fondi presi dalle cattedrali e da' chiostri, trovando stabilito uno studio in Napoli, come si raccoglie dalle lettere di Pier delle Vigne, lo ridusse ad Università che arricchì di privilegi a favore degli allievi, quali esentò dal foro ordinario, sottomettendoli pe' piati civili ai professori, e pei criminali ad un magistrato, nominato justitiarus scolarium, il quale pare che fosse anche rettore dell' università. Fece divieto d'insegnarsi nelle altre città del regno così assoluto, che il giustiziere di Terra di Lavoro richiese l'imperatore

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