Stai consultando: 'Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850) ', Giovanni Palma (a cura di)

   

Pagina (158/626)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (158/626)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Ì08 OPBKE COMPLETE
   di Sasso l'impegno di sempre più ripopolar Teramo, mediante trattati co' vicini feudatarì, iriduceudoli a portarvi il domicilio, chi di unita chi senza de' vassalli, sottomettendosi al vescovo ed alla città, rinunciando loro le giudiziarie attribuzioni. Possiamo credere che Teramo rifiorisse in tal guisa, che Ughelli, riportando altre aggregazioni, procurate da mousignor de Barili, eletto nel 1272, dice: che per opera di costui Teramnensis civitas populorum numero et potentia ad miraculum creverit. Nessuna coercitiva aggiunzione vi fu in Teramo per ordini sovrani come per Aquila e per Chieti. Dopo aver Federico tentato di sottomettere Italia e Pontefice venne arrestato nel suo progetto dalla lega Lombarda, che gli cagionò una disfatta sotto le mura di Parma, cui si aggiunse la sconfitta e prigionia di Bnso suo figlio naturale, da lui nominato vicario d'Italia, per opera de' Bolognesi. Infine dopo aver occupato parte dello stato ecclesiastico con alquante schiere di Saraceni chiamati d'Africa, morissi nel Decembre del 1250 di dissenteria in Ferentino di Capitanata, dopo 51 anni di regno, esecrato da Guelfi, lodato da Ghibellini; maledetto da chierici. Allora fu riconosciuto .Corrado figlio di lui. Stante la sua minore età, e la sua dimora al di là delle Alpi, Manfredi assunse il go verno. Il Papa però pretese che il regno gli fosse devoluto, stante la decisione del concilio di Lioue. Quindi volendolo occupare fu secondato dai conti di Caserta e di Ascerra, non che da varie città. Il Legato della Marca indusse gli Ascolani ad invadere la nostra provincia sino alla Pescara, promettendo loro in feudo i paesi che acquisterebbero; e rimise in-possesso il vescovo di Ascoli dei feudi sempre pretesi da lui, ma sempre mantenuti dai nostri re. Giunti in Teramo gli Ascolani intimarono la resa alla città. Gli abitanti, chiuse le porte, Tannarono il consiglio per deliberare. Aveano già deciso di rendersi, cou decorosi modi, e salvi'i loro privilegi, allorché gli Ascolani, senza attendere il fine della trattativa, scalarono le mura, arrestarono molti cittadini, si presero le porte della città, che qual trofeo portnronsi, ponendo un potestà in Teramo ed altro in S. Flaviano. Il vescovo Matteo II. inviò una patetica rimo-

Scarica