Stai consultando: 'Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850) ', Giovanni Palma (a cura di)

   

Pagina (163/626)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (163/626)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   DI PANCRAZIO PALMA H3
   ebbero larga ricompensa. Condotti in Napoli i due nobili principi, Carlo radunò un parlamento di baroni, sindaci delle primarie città e giureconsulti, affinchè deliberassero gè conveniva o no sottoporre a giudizio i due illustri prigionieri. Vi fu chi sostenne coraggiosamente la negativa, perché ben fondate ragioni avea sul reaim Corradino; ma non mancarono adulatori, che secondarono il conosciuto volere del franco sire, sì che dopo un frivolo processo, la sentenza di morte fu pronunziata, ed eseguita ai 29 ottobre 1268, in mezzo ai segreti gemiti del popolo. Non può esprimersi poi con quanta nerezza si vendicò Carlo di quei che si erano dichiarati per Corradino, ed il gran numero degl'impiccati, trucidati, accecati; delle città e de' castelli manomessi o incendiati. Teramo pare che usasse prudenza, tanto che ebbe in dono il castello di Morricone, tolto a Berardo signore di esso, fuggito coi Tedeschi. Rilevasi dall'opera di Scotti, Syllabus membranarum ecc. voi. 1. p. 25, che vi furono altre confische contro vari, fra' quali i signori di Roseto e di Serra Stefanesca, chiamati proditores domini nostri reyis.
   Rimasto Carlo pacifico possessore del regno ampliò i privilegi concèduti all'Università di Napoli da Federigo II. sino a far franchi gli scolari da ogni dazio sulle robe che erano loro inviate. Invitò i giovanetti di tutte le nazioni a concorrervi, e vi stabilì distinti maestri, fra quali l'Aqui-nate, richiamato da Parigi. Persistette nel mantenere Napoli nella privativa dell'insegnamento, conservata anche dal successore Carlo II, il quale fece chiudere una piccola cattedra erettasi in Solmona.
   Dal re Carlo 1. la vastissima provincia di Apruzzo fu divisa in due giustizierati citra et ultra Piscariam, ciò che erròneamente il P. Berelli presso Muratori (R. I.) attribuisce ai Normanni; e peggio fa (TÌannoni, che ne da l'onore ad Alfonso I. mentre esiste nel R. Archivio un rescritto di Carlo I. m data de' 5 Ottobre 1272: De mandatu Domini Regis lustitiariatus Aprutii divisus est in duas partes, videlicet a flamine Piscarie ultra factus est lustitiarius Egidius de Sancto Liccio mile*: >'t citra flumm Piscarie,., Petrns de Ti-anvilla. A P. PALMA, Opere complete. 8

Scarica