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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   OPERE COMPLETE
   ciascun giustiziere fu aggiunto un camerario, come provasi fra gli altri dal registro angioino del regio archivio, riferito dal Giustiniani (Diz. tom. I.) Quindi inesatto è ciò che Pol-lidori e Eomauelli asserirono che la divisione non riguardò se non la tesoreria; sebbene talvolta in seguito le due giurisdizioni si riunissero in un solo magistrato, che in tal caso dicevasi viceré o capitan generale. Difatti nei documenti, pubblicati da Scotti rincontransi di quest'epoca Gui-glielmo di S. Giuliano giustiziere di Apruzzo ultra nel 1268; oltre il suddetto Bgidio. Al contrario Guiglielmo Brunetti nel 1279, e Poncio de Blancoforte nel 1281 si dicono semplicemente giustieri di Apruzzo.
   Volle poi lo stesso Carlo che i baroni di dette provinole, i quali tenevano feudi in capite regùe curia, comparissero in Solmona ed in Penne con armi e cavalli. L'originale di tale rassegna si conserva nel generale archivio, eolla data de' 4 Gennaro 1279. Se fosse stato pubblicato per intero si a-vrebbe una compiuta idea del feudalismo in quell' epoca. Da un saggio inserito dal Palma possiamo arguire, che la divisione e suddivisione dei feudi era tuttora vigente. Eccone il compendio per la nostra regione.
   Ripattom era diviso fra quattro, due dei quali Gibos provenzale e Gualtieri di Acquaviva. Maialino, Campora e Monticcllo fra 15, uno de' quali Eomeo provenzale. Castel reccJiio-Trasmondo era in potere di quattro, fra' quali detto Eomeo, Biccardo di Acquaviva e Gualtieri di Acquaviva, capi delle due stirpi provenute da Rainaldo e Fortebraccio. Cordesco ora unito a Notaresco in 2, di cui uno il nominato Eomeo. Civita-Tomacchiara, Sellante, Licignano e Floriano divisi tra Gualtieri e Francesco di Bellante. Eipacannone (comune di Campii) diviso fra 6. Montino (idem) in 7 porzióni. Penna di Montino (idem) in 8. Lotwresco posseduto per due terzi dai monaci di Propezzano. Tessano una meta da Bartolomeo di Acquaviva, il resto da altri 6. Torri a Tronto da' Eoberto di Castel vecchio, e da Gualtieri di Acquaviva per cessione di Bartolomeo di Bellante. Latroja divisa fra 4 signori. Montepagano per intero goduto dai monaci di S. Giovanni in Venere. Controguerra, in potere di 6 baroni,

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