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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   DI PANCE AZIO PALMA
   Morrò, S. Omero e Ganzano per più frazioni tenuti da Gual-tieri di Berardo di Acquaviva per le doti d'Isabella figlia di detto Bartolorneo. Il resto di S. Omero e di Ganzano era di Matteo di Sellante e di altri. Forcella in potere di cinque o sei, fra quali Riccardo di Acquaviva. Civitclla era di 14
   ' baroni. Acquaviva presso S. Omero spettava a 5 signori di Montino, e ad uno di Morello. Varano (villa di Torano, oggi Turri) posseduto da cinque. Faraone era del solo Matteo di Aquilauo. Ripa-Grimaldi e Cantalupo in mano di Guiglielmo e Francesco di Eipa. Poco dopo passarono a Francesco dì Morello ed a Matteo di Capranco. Amaro donato dal re a Palmerola di Fano. Te ramo, Eiaìw, Rapino, Colltvecchio, Rocca 8. Maria e Lucco di là dal Vomano sottoposti al vescovo aprutino, allora Eainaldo di Acquaviva, fratello di Corrado, 'la di cui discendenza fu in appresso investita della contea da S. Talentino e poscia estinta nel secolo XV. Caprafico
   . non avea meno di 10 signori. Quattro si dissero i possessori di Morrìcone, 'O quelli di Ripa Rattieri, e 3 quelli di Paggio Rattieri, Rocca Tc-utontsca si godeva undici compadroni, mentre Castelvccchio monacesco e Guardia si aveano il solo abate di S., Clemente. CerMforco castello scomparso nel comune di Monte Pagano era in potere del monistero di S. Giovanni al Vomano, di Guglielmo di Acquaviva e di due altri. Tor-toreto suddiviso tra la chiesa aprutina e 7 altri. Su Colonnella, vantavano dritti feudali 4 signori. Poggio di Casanova (comune di Torano) avea due soli dominanti. Montepietro e Celiino erano sudditi di 4 fondatali. Altavilla era posseduta da Riccardo ed Andrea di Poggio Umbrecco. Valle Castellana era in parte sotto il dominio di Roberto e Saluzzo di Rocca. Campii era stato donato ad Ardoinone di Averio, ma ricuperò dopo alquanti anni la demaniale libertà.
   Opina il nostro storico che la sudetta mostra si ordinasse da Carlo pel timore di Nicolo III. e di Rodolfo di Habsburg re de' Romani. Vedevano ambi di mal'occhio che il nostro re, padrone di florido regno, di ragguardevoli Stati in Francia e nel Piemonte, con dominio sul regno di Tonisi, che avea obbligato a ripagar il tributo già imposto a quel regolo da Ruggiero; nell'atto che dominava Roma col titolo di se-

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