' OPERE COMPLETE
nerale degli Apruzzi, pacificò il paese, infliggendo pene e multe agli autori dei disordini. Fu trapelato però che il segreto scopo della lega era di patteggiare per Pietro d'A-ragona. Infatti il re Carlo premiò la fedeltà dei Teramani, e costoro continuarono ad invitar gente a popolar la città, assegnando agli avventicci case, casaleni, posti e talvolta denaro, esentandoli per un decennio della fabbrica delle mura e da altri pesi.
La crescente prosperità di Teraino, procurata dal savio suo regime, nominalmente esercitato dal vescovo, ma realmente da' magistrati eletti da' cittadini, fu causa che Carlo II. lo sottoponesse ai generali tributi, da' quali era stato esente dalla distruzione sofferta per opera del conte di Lo-retello, non pagando che pochi sussidi al vescovo, il quale soddisfaceva al regio erario l'adoa. Perlocchè fu giuocoforza imporre gabelle sul pane, sulla carne, sul pesce fresco e salato, sull' olio, sul formaggio e sui salami per pagare le regie imposte, e privarsi della facoltà di eleggere il Potestà, assoggettandosi al governo di un capitano nominato dal re.
Sul finir del regno di Carlo, Amelio di Corbano o di Agolo, signore di Colonnella, occupò il monistero di S. Martino, feudal signore di Nereto, ponendovi in presidio uomini facinorosi. Eicorsero i monaci al re, e questi ordinò al Corbano di cessare dalle molestie, ed al giustiziere di proteggere il monistero. Non perciò diminuendo le vessazioni, l'abate Eainaldo cedette a' 14 Maggio 1314 a Bartolomeo Cosentino, ogni dritto sul monistero e sul paese. Così fu sostituito ad un preposto regolare un secolare, rimanendo a costui il dritto feudale, ciò che costa da un diploma dell'imperatore Carlo V. esistente nell'archivio vescovile. In seguito il Comune riacquistò la demaniale libertà, che conservò poi sempre, donde la sua floridezza ed accrescimento.
Morì Carlo II. a' 5 Maggio 1309, generalmente compianto per la sua liberalità, clemenza e pietà, succedendogli Roberto suo figlio, detto il savio per aver favorito i letterali, particolarmente il Petrarca ed il Boccaccio. Come il padre e l'avo fu riguardato capo de' guelfi; ond'è che, oltre la ereditaria Proveuza e le signorie di Piemonte, ebbe pieno dominio