120 OPERE COMPIERE
gnano, Bnpo, S. Pietro ad Acum, 8. Bleuterio, Varano erano della famiglia di Melatiiio, sciaguratamente scissa, per la natura longobardica de' possessi, ia minime parti, grada-tamente comprate dalle città di Teramo e di Campii. Mon-ticello e Nepozzauo eran anche passati ai Melatini, che li possedevano nel 1279 e furono dal comune di Teramo acquistati gli ultimi. S. Atto ed una parte del castello (ora distrutto) di' Tacciano, chiamato poi Berbieacio, era de' monaci di S. Nicolo e non fu riunito a Teramo che nel secolo XVIII, insieme con S. Bleuterio, posseduto prima dal mo-nistero di S. Matteo, succeduto ai proposti un tempo regolari, poi secolari.
Campii, dopo di aver comprato successivamente le parti della signoria di Melatine, che si accostavano al suo teni-mento, cioè 3/4. di Garrano, lo stesso castello di Melatine, le soggette ville di Battaglia, Celiiceli!, Eojano, Canapiglie, Masseri e Pastinella, comprò da altri a più riprese Gagliano, il castello di Amaro con Boceto, il castello della Penna e quello di Montino, il di cui territorio si stendeva, com'ora, al di là di Salino verso la villa Acquaviva, che il nostro storico crede identica a Carrufo, posseduta dai signori di Montino nel 1279, ma che poi riunita a S. Omero, seguì le feudali traslazioni di questo. Finalmente (tralasciando il resto) comprò insieme con Civitella nel 1330 il feudo di Li-cignano e di Floriano colla selva. Il primo si prese da Civitella, il secondo da Campii; la selva rimasta comune ben presto fu distrutta e dissodata. I villaggi e castelli comprati erano liberati dalle baronali angherie, aggregati ai privilegi del municipio, ammessi alla «ivica rappresentanza ed ai generali parlamenti: perciò prospero il loro stato, decenti le loro abi tazioni, florida la coltura de' contorni, mentre il feudalismo bastava che toccasse un paese per renderlo non solo squallido ma lurido. Se non che ciò non può ora conoscersi, dopo un mezzo secolo da che il pessimo de' reggimenti è scomparso; e le feudali contrade han potuto trai; profitto dalle loro fertilissime campagne, rapidamente dissodarle e piantarle di alberi fruttiferi.
Fiorente ed in pace fu lo Stato sotto Roberto, sovrano