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sposi di sette anni, e cliiamò a sé Andrea per educarlo alle scienze, alle lettere ed alla civiltà della corte napolitana, allora in ciò superiore a tutte le altre di Europa, intitolandolo duca di Calabria. Ma nulla valse ad ingentilire il suo selvaggio carattere, nel mentre la sposa di lui era il complesso della galanteria. Sicché Roberto morì nel 1343, presago delle sventure della sua famiglia.
Uno dei primi disordini fu nella nostra regione, ove 100 scorridori sorpresero la Terra di S. Flaviano, e vi fecero danni calcolati 1000 once d'oro, dopo di che si ricoverarono in Ascoli, che dal 1835 reggevasi a repubblica. I grandi sconvolgimenti però cominciarono la notte dei 18 Settembre 1345, in cui avvenne ^assassinio di Andrea. Le opinioni dei viventi in allora ed i giudizi degli storici furono discordi sull'innocenza o complicità della regina. Subito i principi del sangue si scissero in due fazioni, la prima di Luigi < figlio di Filippo duca di Tarante e l'altro di Carlo figlio di Giovanni duca Durazzo. Ma un terzo e più terribile partito si formò per Ludovico, re d'Ungheria, fratello del tradito Andrea, ed il dominatore di Aquila, Lalle Camponeschi, ne alzò il primo le bandiere. Il suo esempio fu seguito da Chieti, Lanciano, Penne, Pescara, Ortona ecc. Solmona tenue per Luigi, cui la regina avea accordata la sua mano. Carlo di Durazzo contuttociò si riunì a lui, forse per timore del nemico comune. Dopo varie baruffe nell'Aquilano e dopo liberata Solmona dall' assedio, si ritirò lasciando che il Camponeschi distruggesse Leonessa ed assediasse, sebbene indarno, Montereale e Città ducale. Mentre che l'Appuzzo di là dagli Appennini veniva desolato, la nostra regione, che rimanevasi fedele alla legittima sovrana, godeva bastante tranquillità, al che contribuì la risoluzione de' Piz-zolani di barricare il loro paese, non permettendo il passaggio ad alcun partito. Solo due Teramani .Berardo e Simone di Matteo Ventura, banditi dalla città per delitti, raccolsero 150 ribaldi di questa provincia e dello Stato romano e se ne vennero per sorprendere Teramo. Ma il magistrato vigilante, • avuta notizia delle loro mosse, fece custodire le mura nella notte de' 20 Settembre 1347. Né ciò