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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   DI PANCRAZIO PALMA 125
   i privati. Ad ogni modo eranvi di que' secoli e ne' seguenti i giurati fra noi; ma non erano magistrati, bensì milizia sedentauea, incaricata della previsione de' delitti e dell'arresto'de' rei. Or Marino di Tocco, trasferito dal nostro Vescovado al governo della Marca, istituì in Giugno 1419 in quella provincia i giurati probi viri in favórem justitiae. Campii e Oivitella godevano lo stesso diritto di eleggersi i giudici da che furono demaniali, ed il primo anche sotto il seguente Farnese dominio. Montorio era stato sempre feudale, ma nel 1327 avea tentato di riunirsi a Teramo, pagando le due Comuni mille once alla regia corte, ed 810 ad Ugone di Serra di Bantio, signore di Montorio, unione che non ebbe luogo o fu breve. Continuò quella culta Terra a rimanersi feudale; e circa il 1350 fu conceduta da Giovanna e Luigi a quel Lalle Camponeschi, che avea nel 1347 istigato Ludovico, ed il primo avea preso le armi per lui.
   Pacificato il regno eccoti un cavaliere provenzale chiamato Fra Moriale, venendo alla testa di un grosso corpo di venturieri da Puglia, transitar per la nostra salaria, guastando, incendiando. Eaduuate quindi 1500 barbute (lancieri) e 2000 fanti devastò l'Italia, finché a lui si unì il conte Lando di Svevia con altra compagnia di scorridori. Minacciando di rientrare nel regno, Luigi, fratello del re, governatore degli Apruzzi ordinò difese, spedì truppa ai confini. Fra Moriale però prese altra direzione, finché, capitato in Roma, fu ivi decollato per ordine del famoso Cola di Eenzo. .Ma Lando entrò in regno nel 1355. Presentatosi alla Terra di S. Flaviano, non valendo gli abitanti a difendersi, abbandonarono la patria all'inumano conte, che per qualche tempo vi si fermò. Di là, arso avendo Spoltore e Pescara, passò a devastale l'Apruzzo citeriore. Accostatosi a Napoli il re Luigi non potette, che redimere il regno da ulteriori disastri con molto denaro. Altra scorreria sopportò la nostra marina da Annichino di Moncado, che dopo aver ricevuto 14 mila fiorini di oro dal Legato della Marca, perché la sgombrasse, penetrò nel nostro Apruzzo con 2500 cavalli e gran ciurma di fanti., assassinando ville, prendendo Terre e fra queste la tante volte tormentata S. Flaviauo. Valicò fi-

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