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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   126 OPERE COMPLETE
   nalmente la Pescara a' 25 marzo 1361 per infestare l'Apruz-zo citeriore.
   Nel 1362, a riguardo di Matteo Compagnone di Campii, Notaio della regia Cancelleria e suo fedele, approvo la regina l'unione a quella università di più castelli, permise una fiera di tre giorni nella festa di S. Margarita, ed assegnò all'ospedale l'annua largizione di 10 tomoli di sale. Circa quest'epoca lo stesso Comune eresse la salda porta tutta di riquadrati travertini, all'oriente di -Cawtelnuovo, scolpendovi le armi di Angiò.
   Il feudo di Melatine erasi così frantumato, che in una risoluzione parlamentare del 1363 si decise rivendersi per 20 once d'oro un''ottantesima parte di esso, comprata poco prima. Campii avea acquistate le porzioni prossime al suo territorio, come Teramo le altre che l'avvicinavano. In tanta suddivisione non poterono non esservi discussioni. Fra queste i Teramani vantavano dritti sulla montagna di Melatine, oggi denominata di Battaglia. Ma invece di agire per le vie giudiziarie, stimarono di occuparla militarmente. Suonarono la campana a martello, ordinarono che tutti i cittadini prendessero le armi; e spiegate le bandiere, invasero il territorio di Campii, per tre giorni devastandolo, ruban-,.do vettovaglie ed occupando infine la montagna. Ricorsero i Camplesi alla regina e ne ebbero tali previdenze, che i Teramani furono costretti a chiedere una transazione pei danni arrecati: dopo di che volle la regina che le due Comuni venissero a trattato di pace, che Jfn stipulato con istru-mento de' 10 decernbre 1371 da rispettivi deputati avanti la chiesa di S. Angelo di Castrogno. In esso i Teramani rinunziarono ad ogni pretesa sulla montagna. Non però le due Parti avean acquistate tutte le quote, che varie ne pos-sedevan ancora Tuzio e Gelarduzio di Melatine, Masio Eredi, ed altri, che pare evessero soffiate nel fuoco più per proprio che per pubblico interesse. Ed altra più ragguardevole dovea rattenerne Matteo di Roberto di Melatine cittadino di Teramo.
   Avea Urbano V. sin dal 1367 infeudata la città di A-sceli a Gomez Alburnoz, che la possedette sino a' 27 febbraro

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