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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   DI PANCEAZIO PALMA
   1376, giorno in cui gli Ascolani scossero il giogo di lui e lo assediarono nella cittadella. Chiese egli aiuto a Giovanna, che ordinò ad Antonio di Acquaviva di soccorrerlo. Eadunò costui <ìe maggiori forze, e voleva obbligare gli uomini di Teramo a seguirlo. Ma i magistrati ricusarono il loro intervento contro una città amica sempre, se si eccettua il fatto del 1351, e non ottennero formale esenzione dalla regina. Antonio, invase la valle del Trento; per difendere la quale, usciti gli Ascolani ebbero la peggio: ma rinforzati dai Fermani e dai Perugini, costrinsero l'Alburnoz ed i suoi ausiliari ad andarsene in pace. Si resse quindi Ascoli nuovamente a repubblica sino ai 4 Agosto 1379, allorché rientrò nel dominio di Urbano VI. Anche Fermo sollevatosi mise in fuga il Monteverde; e costui rifuggiossi in Aprtizzo, ove arrolò 3000 uomini, co' quali tentò il riacquisto della signoria di quella città. Vinto però e preso, fu da Fermani decollato insieme con due figli. Il suo castello era stato demolito d'ordine del cardinale Alburnoz. Nel 1389 se ne impadronì Antonio Aceti nobile Fermano che così intitolossi conte di Monte Verde.
   Finita la spedizione nel modo spiegato, i reduci gregali non tutti tornaron alle pacifiche dimore, ma formarono delle bande sotto i capi Matilonno di Mosciano e Giovanni della montagna, commettendo nel territorio di Teramo ed in altri luoghi omicidi, violenze, incendi ed arresti. Quindi i sindaci di Teramo tali fatti esposero alla regina, soggiungendo che i malfattori trovavano ricetto ne' castelli di Antonio d'Acquaviva, di Amelie di Agoto signore di Colonnella, di Giorgio Ciantro barone di Poggio Eamoute: che i Teramani non potevano uscire uè per coltivar terre né per altri negozi, senz'esporsi al pericolo di essere spogliati ed uccisi. Chiesero permesso di perseguitare i ladroni, di arrestarli, e nel bisogno anche di ammazzarli; in ultimo supplicarono che si prendessero misure contro i ricettatori. E quanto chiesero ottennero.

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