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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   130 OPERE COMPLETE
   taglie. Coi mali della guerra civile sopportarono i nostri maggiori il flagello del tremuoto, che a' 22 Ottobre 1384 abbattè in Teramo molte case, rimanendovi schiacciate 25 persone.
   Succedendo a Carlo il giovinetto Ladislao, sotto la tutela di Margherita, fu involto il regno in guerre infinite tra il partito di Durazzo e quello di Angiò. I Teramani fecero riunire gli antichi privilegi, più non riconoscendo i capitani regi. Loro felici se si fossero ricostituiti sotto l'antico regime, con nominale sudditanza al vescovo, ina in realtà con civica amministrazione, sotto di un podestà e di un giudice eletti dal consiglio. Ben altro però ne pensarono i due più potenti cittadini Brrico di Melatine ed Antonello de Valle, l'uno e l'altro anelando la signoria della patria. ') Ciascuno forinossi un partito. Finalmente, prevalendo quello di Antonello, forse spalleggiato dal fratello Pietro de Valle, che dal 1463 era vescovo aprutino, scacciò nell'anno 1388 dalla città la famiglia di Melatino, e tutti i cittadini che la favorivano, non senza morte di molti. Quindi assunse la dominazione del municipio, riunendo in se tutte le attribuzioni, Nominò un consiglio tra i suoi partitanti, e formatasi una guardia di truppa stipendiata imponeva taglie, disponeva delle rendite pubbliche, non che dei beni de' proscritti; ed in questo senso meritò da Muzi, dal Campano, da Ughelli e dal Necrologio il nome di tiranno.
   Sublimato al pontificato nel 1389 il cardinale Toma-celli, col nome di Bonifacio IX, diresse un breve all'università di Teramo, a' 19 Decembre di detto anno, nel quale deplora le divisioni e calamità dalle quali era oppresso l'una volta celeberrimo ed opulento regno di Sicilia e della Terra di qua dal faro, manifesta i più affettuosi sentimenti pel giovine re: esorta i Teramani all'ubbidienza e fedeltà ad esso, giusta il consueto de' loro maggiori. Poterono le premure
   ') Io qui ho seguito il nostro Storico, il quale suppone il prurito di dominare in ambi. È sicuro però che de Valle lo ebbe e lo mise in atto, non così Melatino, del quale costa soltanto l'opposizione al primo, e poteva ciò essere pel pubblico bene. Certo che pochi anni dopo, quando ne * favorevole occasione, non pretese la signoria di Teramo,

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