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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   Ì 34 OPERE COMPLETE
   del Balzo durante i turbati tempi che corsero avanti la vittorja, che raffermò il trono di Ladislao. Altri più giustamente asseriscono che del Balzo fu fatto duca d'Andria dalla regina Giovanna I. Marzano lo fu di Sessa dallo stesso Ladislao. I 8. Beverino ebbero il titolo di conti di Marsico sino al tempo di Ferdinando I., da cui riceverono il principato di Salerno. Il Mazzella, p. 389, indica che Andrea Matteo Acquaviva fu il primo duca d'Atri, ma sbaglia fissando l'epoca al 1446; mentre ciò fu mezzo secolo prima. Stiamo dunque al Brunetti, ch'espertissimo dell'archivio della famiglia Acquaviva, aveva distese le memorie di essa, e scrisse Andrea Matteo 1.. duca, Antonio suo primogenito 2.° duca ecc. Intanto siamo debitori ad una pietra murata nel campanile di Mosciano della prima notizia di tal dignità. Questa postavi l'anno 1397, dice: che essendo pontefice Bo-nifacio IX, regnando Ladislao, Ducatus Hadrie et Comitatus S. Flaviani vivente Sydereo lumine Andrea Matteo de Acquaviva. Fra Matteo preposto... Più antica era la memoria scritta nel messale del monistero di Propezzano, perduto nella soppressione, postavi nel 1396 « dominando Andrea Matteo di « Acquaviva duca di Atri e conte di S. Flaviano. » Questa iscrizione fu riportata dal Palma nella cronica di quel cenobio. La prima ci assicura che il duca seguiva il partito di Ladislao (mentre tanta parte del regno teneva re Luigi di Angiò), e senza dubbio riconosceva il legittimo pontefice Bonifacio IX. suo zio, il quale di altri lavori lo ricolmava, mentre gl'infeudò Ofiìda fino alla 4.a generazione; dette a Pietro Bonifacio suo secondogenito le badie di S. Clemente, di S. Stefano, di Monte Giuliano e di Monte Santo.
   Sullo spirare del secolo XIV, mediante i soccorsi del Papa, Ladislao riacquistò il dominio della capitale e della più gran parte del regno. La nostra regione gli si era mantenuta fedele. Laonde il di lui balio cardinale Acciaioli accordò diminuzione di tributi e condonazione di arretrati a Teramo ed a Campii, in considerazione dei danni, dispendi, stragi, incendii e rapine sofferte per serbare fedeltà contro nemici, ribelli, ed invasori. Morto però Bonifacio IX, e succedutogli nel 1405 Innocenze VII di Solmona, costui fece

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