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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   DÌ PANCKAZIO PALMA 137
   dato comandamento che ammazzata che avea Lello Paglia la sorella, loro ammazzassero esso. E così morì Vittoria, e poi LeUo Paglia ad una fontana ecc. » II racconto si chiude così : « Tutto questo si have per bocca di chi vide, toccò « e maneggiò tutte queste cose nell'anno 1407. E trovandosi « (forse nella cittadella), Diotaiuti, creato di casa, quando « morì detto signore, andò subito a far avvisati li figli del « signore, che stavano a Morrò, dell'amarissimo caso che « era successo ».
   Questo racconto ha nel suo stile la pruova di sincerità. Fu il fatto registrato anche nei necrologi delle cattedrali di Terarno e di Atri, nel primo de' quali era scritto: Inter-fectus fuit magnificus et noMlis vir Dux Adriae Andrvas Ma-theus de Aquaviva die XVII mensis Februarj a D. 1407 cujus anima requiescat in pace; e nel secondo, che Eoberto Melatine, Errico, Cola e Tuxillo 'suoi figli ed il conte di Monte verde, figlio di Antonio di Acito, a 10 ore di notte entrarono nella camera del duca e lo ammazzarono. Antonio di Acito, o Aceti, come è chiamato dagli storici Fermani, che lo dicono celebre giurecon'sulto e congiunto in parentela a molte case italiane, era stato, come cennammo, signore di Fermo e di gran parte della Marca. Spogliato dal suo competitore Ludovico Migliorati, fu poi d'ordine dello stesso decapitato il 1. Settembre seguente. Era egli padre di Allegrezza moglie di Cola, terzo figlio di Eoberto, detto anche Tuxillo e forse trattenevasi nell'Apruzzo per arrollar gente, come avea fatto il suo antecessore conte di Monteverde, a fine di ricuperare Fermo, nella quale occasione è verisimile che stringesse amicizia e parentela coi Melatini. Perciò il figlio di lui si trovò con essi all'uccisione.
   Sia che ci atteniamo alla sudetta deposizione o alla sostanza della tradizione riportata dal Muzi, è certo che il motivo dell'uccisione, fu la gelosia per intrinsechezze ripassate tra il duca e la moglie di un Melatine: motivo suffi-ciententissimo in quell'epoca per un omicidio, tanto più che vi concorse la famiglia Aceti, la quale nella sua non ancora spenta grandezza, non si credeva inferiore ad un duca d'Atri. Eiguardo ai Melatini erano, è vero, decaduti

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