Stai consultando: 'Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850) ', Giovanni Palma (a cura di)

   

Pagina (188/626)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (188/626)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Ì38 OFEKE COUPLET»
   di potenza, perché frantumato il loro dominio, ed attualmente, come cittadini di Teramo, vassalli del duca, ma possiamo credere che non perciò si considerassero da meno per nobiltà. Di fatti se è vero che questa si desume dall'antichità de' titoli feudali, noi sappiamo dal più vetusto documento del regio archivio altrove compendiato, che circa il 1150 Maccabeo di Melatino dovea pei feudi 7 militi e ne offrì 14, con 28 fanti, nell'atto che gli Acquaviva nella stessa epoca o non aveano feudo di sorta, se erano oriundi di Atri (come sembra più onorifico e probabile), o se derivavano da Acquaviva della Valle Siciliana, non aveano che un suffeudo di mezzo milite, (Viudex p. 129) ed offrirono anche il doppio o triplo.
   Da ciò emerge essere cosa strana il congetturare altri motivi dell' uccisione, tranne la gelosia, o come sarebbesi detto in quei tempi, l'onore. Gratuita è a mio avviso l'opinione smentita da atti posteriori che i Melatini si avessero procurato prima il consenso del re, e che questi l'avesse impartito per gelosia del soverchio ingrandimento del duca da dar ombra alla corona. Poiché qual cosa era avvenuta dalla resa di Tarante, prima della quale il re gli aveva affidato, il supremo comando della sua armata e dopo la dimora del duca in Napoli, nell'ultimo Agosto, che facesse insospettire il sovrano sopra un signore che gli era stato fedelissiino nell'avversa fortuna? Dal suo ritorno ai feudi ad altro non aveva atteso che a caccia, a corse, a divertimenti. Avea Ladislao ben altri certi nemici angioini che avrebbe dovuto vigilare ed abbassare, piuttosto che privarsi di uno dei suoi esperimentati difensori. Ohi asserì l'intesa del principe l'argomentò dal non aver egli perseguitato legalmente i Melatini, nonostante che il vicegerente degli Apruzzi accorresse in Teramo, partendo da Aquila il 19 dello stesso mese. E veramente ignorasi cosa disponesse. Si sa però che Errico di Melatino in Gennaio del 1408 sedeva nel pubblico consiglio e segnò con altri 44 cittadini la risoluzione di farsi un catasto per soddisfare con dazi diretti i tributi regi, e gli esiti della Comunità. Questa risoluzione, il noroinarvisi i pesi regi e civici, non i baronali, ci fa

Scarica