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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   140 OPEEE COMPLETE
   avea ritenuto il padre, colmò di favori i suoi figli, dando in isposa poco dopo al primogenito Caterina, figlia di Kai-mondo Orsini principe di Tarauto e di Maria vedova di lui poi terza moglie di esso re, celebrandone le nozze nel seguente ottobre con reale magnificenza: al che nessuna politica poteva obbligarlo nella sua risorta potenza.
   Passarono le cose tranquillamente finché Giovanni Antonio di Cola, ajo degli orfani Antonio, Pietro-Bonifacio e Giosia, nel mese di Marzo 1408 dispose una ragunata di gente, cui si unirono i Camplesi, antichi nemici dei Teramani in genere e dei Melatini in particolare, attese le passate guerre per la montagna, ed i continui litigi per varii feudi limitrofi. Corsero anche i figli di Antonello de Valle, tuttora esuli, ansiosi di vendicare la strage del padre. Circa il 12 Marzo 1408 le truppe così combinate, entrarono in Teramo, attorniarono la casa dei Melatini ed arrestarono Eoberto coi due figli Brrico e Gentile. Cola scampò allora, ma poco dopo fu raggiunto ed ammazzato. Ciascuna delle parti, all'uso de' romani triumvirati, avea le sue vendette da fare. Gli agenti ducali si affrettarono a condurre in Morrò i tre prigionieri dove (soggiunge la deposizione riferita dal Brunetti) « gli fecero molti strazi di martiri, li lardarono « e mozzarono la testa; e finalmente furono tutti squartati, « ed in ogni cantone ne fu mandato un quarto ». Eppure l'uno de' tre Eoberto non solo non era complice dell'uccisione, ma essa avvenne contro la sua volontà.
   Le altre truppe abbandonandosi alle loro private passioni, commisero molte devastazioni di case, con moltissimi omicidi, e fra gli altri uccisero tutti della famiglia Muzi, fuorché un bambino nominato Francesco, che per pietà di un soldato fu coperto con un caldajo.
   Finita la festa, saziata ognuno la propria sete di vendetta, certamente nulla vi era a temere per la ducale famiglia, né pe' suoi mandatari poiché la duchessa aveva ottenuto da Ladislao che Errico di Melatino fosse solenneirìente punito, giusta si ha da' frammenti del Brunetti estratti dal Tullj. Non così pe' Camplesi, pe' figli di Antonello, e per altri Teramani. Quindi pensarono d'impetrare un indulto,

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