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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   DI PANCE A ZIO PALMA
   profittando della circostanza che Ladislao erasi impadronito di Eoma, e vi avea fatto solenne ingresso ai 25 Aprile 1408. Considerando esser quello un momento propizio per ottenere grafie, ivi spedirono i rispettivi oratori. Furono ai Oam-plesi, con diploma de' 2 Maggio, perdonati non solo tutti i massacri, le rovine delle case, anche senza remissione degli offesi, ma qualsivoglia delitto, sebbene fosse di lesa maestà. Men ampia grazia ottennero i Teramani a' 20 Maggio, perché favorì solo quelli che avessero ottenuta la remissione delle parti, concedendosi però loro il tempo di 10 anni per procurarsela, eccettuati À*ntone]lo di Giovanni e gli eredi di Eoberto di Melatine: altro segno di non essere stato l'operato de' Melatini conosciuto prima o permesso dal re; altrimenti non si avrebbe potuto escludere da un indulto generale gli eredi non rei dopo ucciso lui, i figli ed altri loro aderenti.
   Le spaventevoli scene riferite divisero Teramo in due partiti, detti per allora AntoneMisti e Melatinisti, della quale divisione noi scorgeremo i lunghi e funestissimi disastri. Ben vero pei tre altri anni che sopravvisse, Ladislao non permise loro di mordersi, volendo efficacemente che stessero in pace. A tal effetto confinò i più pericolosi a 22 miglia da Teramo, ordinando nel 1411 ai Comuni più vicini di tal distanza di non accoglierli, ed in caso di resistenza di ammazzarli. Intanto Ladislao, che avea di nuovo occupato Bontà, e proseguiva a conquistare, preso da gravissimo morbo, ricondotto in Napoli, vi morì in Agosto 1414, senza aver avuto alcun figlio dalle tre mogli e neanche dalle sue molte concubine. Lasciò però un florido esercito. Dai fianchi del re infermo non erasi dipartito il duca Antonio di Acqua-viva, che sempre seguito lo avea ne' campi di battaglia.
   Giovanna II. unica sorella di Ladislao gli successe nel regno, debole, inesperta e dedita agli amori, per cui disa-stroso riuscì il di lei governo. Finito il timore dèi guerriero Ladislao, gli esiliati Teramani ricomparvero nel territorio malmenandolo, sicché molti contadini scasarono. Finalmente le due fazioni vennero alle mani e dichiaratasi la vittoria per gli Antonellisti, i vinti furono costretti ad emigrar di

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