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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   142 OPERE COMPLETE
   nuovo dalla patria sul finir del 1414. Conservarono però i vincitori il regime municipale, ed abbiamo in Ughelli la fprmola del. giuramento, che al 1 Settembre 1415, nelle mani del vescovo prestarono Benedetto da Monreale, eletto dai cittadini a giudice delle cause civili per sei mesi, e Giovanni Oostantino da Assisi, notare de' Capitoli, anche per sei mesi, i quali promisero di osservare le Assise della città, ed in difetto il dritto comune.
   Nell'anno 1415 Obizione di Carrara occupò Civita To-macchiara, piccolo paese edificato sulle macerie di Truento, uno dei feudi del duca Pietro Bonifacio, già succeduto al fratello Antonio morto senza prole. Questi però, fatta massa di gente, ne affidò il comando a Marino Bocca, altrimenti Scaramuzsa, il quale la ricuperò a viva forza, e meritò che il duca sudetto gliela donasse iu ricompensa. Dovette però essere breve la feudalità dello Scaramuzza, perché pochi anni appresso quel paese era tornato agli Acquaviva. Poco visse Pietro Bonifacio. Lasciò morendo un figlio chiamato Andrea Matteo, che prese il titolo di duca sotto la tutela di Giosia.
   Aveva la regina sposato Giacomo di Borbone, senza accordargli le regali prerogative: ma costui se ne impadronì a' 20 Agosto 1415, dando ai suoi francesi le cariche e la direzione delle armi. Costui per denari restituì a Gio. Antonio Orsini il principato di Taranto, che Ladislao aveva riunito alla corona. Spedì inoltre un corpo di truppe negli Apruzzi sotto gli ordini di Londino, col grado di gran contestabile. A lui ricorsero i Melatinisti per rientrare in patria. Quindi il francese comandante, sotto pretesto di ridur la città alla pace, vi entrò al 18 Luglio 1416, ed invece la pose ad un vero saccomanno, non risparmiando le chiese, e dalla cattedrale furò calici, incensiere ed il pàllio d'argento dell'aitar maggiore. I più serii malanni toccarono agli Antonellisti, molte case dei quali furono bruciate o diroccate, e 223 ne furono rinchiusi nella cittadella, .della quale era castellano Angelo de Spinella di Napoli. Meno male che questa reazione fu senza sangue; almeno non si parlò di morti né dal Necrologio che descrisse il fatto, né

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