f
DI PANCRAZIO PALMA
da Muzì. Intanto la Regina, ajutata da' suoi fedeli, ricuperò la suprema potestà a' 13 Settembre 1416. Non perciò i suddetti prigionieri ottennero la libertà, se non a Decernbre del 14lt, allorché Giovanna ordinò al conte di Carrara vicegerente di Aprnzzo: che facesse ogni sforzo di rimettere in città l'unione e la pace; che perdonasse a tutti i cittadini ogni delitto, menocchè ai figli di Errico di Melati™, come causa principale de' disordini. Affidò al conte il governo della stessa, onde punisse gli scandalosi e tenesse in freno le due fazioni. Quindi ne ridusse il tributo da once 41 a 12; e da queste la esentò per 7 anni.
Durò tal pace sino a' 5 Gennajo 1420: ma nella notte seguente avvenne crudele rivoluzione degli antonellisti. Sorgendo all'improvviso assassinarono ne' propri letti o per le strade molti melatinisti, fra quali Giacomo Eanerio. Quelli che poterono, si dettero a gambe per salvar la vita. Le loro case però furono, giusta il reciproco barbarico costume, atterrate. Nojati i mercanti fiorentini, che si erano stabiliti in Teramo, da sì frequenti subugli, se ne partirono; rista-gnossi ogni commercio e la città rimase quasi deserta.
Avendo Francesco Sforza da Cotignola preso il partito di Luigi di Angiò, bisognò che Giovanna adottasse Alfonso re di Sicilia e di Aragona, e chiamasse al suo stipendio il famoso Braccio di Fortebraccio conte di Montone, signore di Perugia, conosciuto in tutta Italia sotto il semplice nome di Braccio da Montone, la cui storia fu poi scritta da Mon-signor Campano. La regina lo investì del principato di Capua e della signoria di altre città, fra le quali fu Teramo, di cui Braccio prese possesso il 1. Giugno 1421, nominandone capitano Giacomo de' Monaldi, perugino. Tale dominazione giovò alla prosperità del paese, mentre gli uffiziali di Braccio (dice Muzj) non fecero accostare i Teramani banditi nel territorio. Così cominciarono a riprender vita i traffichi ed i negozii; nell'atto che Giovanna francava la Comunità dalla tassa della coronazione.
È stato accagionato Muzì di parzialità per la fazione Melatinista, cui appartenevano i suoi antenati, massacrati nel 1408 come di antipatia pegli Antonellisti e pei duchi