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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   OPERE COMPLETE
   di Atri. Ma in tutti i suoi racconti ci mostra somma schiettezza e rara semplicità ed ecco che qui egli chiama banditi i Melatinisti, loda Braccio di averli tenuti lontani, né egli lamentò i] riferito eccidio de' suoi progenitori, ma appena lo cenno. Né anche dette mai alcun epiteto offensivo ai nemici de' suoi antenati. Quanto è difficile trovar oggi simile imparzialità negli storici! Eiguardo agli Acquaviva si mostrò nemico non delle persone ma solo del loro dominio su Teramo: e bisognerebbe non conoscere amor di patria per disapprovarlo.
   Disgustata Giovanna II. di Alfonso di Aragona, si rappattumò con lo Sforza, che si riunì così a Braccio, già dichiarato viceré degli Apruzzi. Costui però segretamente se la sentiva con Alfonso, dal quale ebbe la signoria di Aquila, che chiuse a lui le porte. Braccio non potendo entrarvi espugnò nel 1423 i soggetti castelli ed assediò la città. La regina dichiaratolo ribelle, ordinò ai comuni ed ai baroni di resistergli. Non perciò trovò nemici, che tutti lo temevano. Irritato anzi dalla circolare non volle rispettare la franchigia di sette anni accordata dalla regina ai Teramani, ma li soggettò ai tributi. Intanto Sforza, nominato gran contestabile, se ne veniva a combatterlo. Biacquistati Vasto, Lanciano, Ortona, pensò spingere .un corpo di cavalli ad Aquila per la nostra provincia: e non potendo attraversar Pescara presidiata dai Bracceschi, risolse di far valicare il fiume alla foce. Per animare i suoi al pericoloso guado fermossi nel mezzo della corrente, ove miseramente si sommerse. Disanimato Francesco suo figlio ritirossi in Ortona. Corse allora Braccio a stringer l'assedio di Aquila, inviando in Teramo i prigioni che fece in Barisciano. Gli Aquilani erano agli estremi per mancanza di viveri. Finalmente la regina mandò in loro soccorso Giacomo Caldora ed il Papa inviò altra divisione comandata da Ludovico Colonna. Braccio li attese negli steccati. Durò sette ore la sanguinosa pugna, i due generali facevano prodigi di valore, quando gli Aquilani, sortendo all'improviso, ed attaccando i Brac-eeschi alle spalle, li misero in rotta. Braccio seguitava a battersi: ma infine disse volersi rendere al Caldora, Mentre

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