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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   DI PANCRAZIO PALMA 147
   avrebbero ottenuto, se co' loro navigli fossero andati almeno a prender le merci nei luoghi natii. A' 4 Febbraio 1426 la regina accordò l'esenzione de' dazi a chiunque volesse riedificare le case degli antonellisti, gittate a terra nel 1416, e quelle dei melatinisti diroccate nel 1420. Il diploma è indirizzato al giustiziere di Apruzzo, ai capitani delle città e Terre demaniali, et specialiter et signanter vivo magnifico losiue de Acquaviva etc. affini et consiliario nostro. Quell'etc. fu posto per non dare a costui alcun titolo in pregiudizio de' dritti sovrani, e nello stesso tempo per blandirlo.
   Essendo morto il nipote dopo il 1429, Giosia divenne duca di Atri, conte di S. Flaviano ecc. Eesideva spesso in Teraino; e nulla a lui premendo le animosità de' partiti stimò suo interesse richiamare gli esuli antonellisti, onde ripopolar la città e nello stesso atto liberarsi da nemici, che dovevano tramare la ruma di lui. Quindi fé' venire segretamente i capi e teneva secolerò abboccamento nella cittadella, allorché volendo entrare colla solita famigliarità Angelo di Cola Crollo, capo della fazione allora dominante con altri dodici, fu loro negato l'ingresso. Sorpreso il Crollo dall'inusitata ripulsa, spiò, riseppe il perché il signore non lo avesse accolto. Mal celando la stizza disse parlando: Orsù basta, e/ti ti ci ha messo ti scaccerà. Sebbene brontolasse sommessamente tali parole, pure furono intese e riferite a Giosia. Dissimulò questi ma chiamando nel dì seguente il Crollo con quei dodici, lor disse che aveva pensato al modo di ridurre la città alla concordia, e sebbene avrebbe potuto porre in opera il suo divisaruento in Teramo, pure, chiamato da urgenti affari in S. Flaviano, ivi i tredici si fossero condotti il giorno dopo. Vi andarono essi, come per altra via vi giunsero altrettanti antonellisti. Giosia fé' dare separati alloggi agli uni ed agli altri, senza parlare con alcuni nella sera. Ciascuno si preparava al congresso, che attendevasi l'indomani. Quand'ecco sulla mezzanotte i tredici melatinisti vengono arrestati e costretti ad avviarsi verso Teramo. Ma quando giunsero vicino la chiesa di S. Maria dell' Arco, pv'è oggi la possessione del signor Giordani, videro un'e-

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