Ì>Ì PANCKAZIO PALMA 149
di Francesco Sforza, che istigato dal duca di Milano, venne dal 1425 a sottrarre la Marca dall'ubbidienza del Papa. Volle poi Giosia abbandonare l'antica cittadella, sita nel largo che ne porta il nome. Avendo requisito tutti i fabbricatori e le bestie da soma di Teramo e del contado, altra in breve tempo fé' costruire, in modo di castello a capo della città, non senza grandi dispendi de' cittadini. La fabbrica fu circondata di fossi, che potevano inondarsi a bisogno ') coll'acqua di Vezzola, la quale si elevava al di sopra del vecchio ponte, e scorreva sostenuta da antichissime arcate (di cui restano i ruderi).
La cattedrale di Teramo sempre provveduta di rendite, aveva avuto 'modo da farsi un pallio di altare tutto di argento, che le venne rapito, come dicemmo, dal francese. Londino. È certo che un nuovo ne fu costrutto in questo secolo. Il -Palma vedendo in esso segnate due epoche una del 1433, l'altra del 1448, suppone che fosse stato cominciato nella prima, compito nella seconda, e ne argomenta la floridezza di Teramo, dal perché i cittadini si davano a spese di lusso. Nulla però dimostra che i secolari avessero contribuito al nobile arredo, né mai il Comune ha pretesa la proprietà di esso; ma tutto era frutto dei risparmi delle rendite della chiesa. Merita di essere osservato, giacché è giunto fino a noi. Se le figure in basso rilievo o a cisello, e gli smalti non mostrano un gusto squisito, sono pregevoli se si fa attenzione all'epoca del lavoro, anteriore al risorgimento delle belle Arti.
') Nel cavarsi le fondamenta dèi nuovo teatro nel 1841 bisognò tagliare in due siti il fossato, profondo 30 palmi, ed in uno si rinvenne la base della torre dell'angolo di mezzodì, nella quale si vedevano fori quadrati pendenti alcuni verso il fossato, da introdurvi l'acqua, altri declinanti da esso per estrarla.