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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   CAPITOLO X. 1 Re Aragonesi. Alfonso.
   Morta Giovanna II. ai 2 Febbrajo 1334, Pasquale Eie-ciò di Campii depose in mano della reggenza la sua carica di Notaio della Eegia Cancelleria o sia Segretario di Stato. Fu poi eletto dai Capuani a loro Potestà, attesoché nell'incertezza della successione le città riassunsero il municipale reggime. Ma presa Capua da Alfonso, il Eiccio dovette ritirarsi in patria, con salvacondotto intitolato « Nos consilium et gubernatores reipublicae regni, per reginalem majestatem deputati ecc. » E siccome la regina aveva istituito suo erede Renato d'Angiò, a costui oppose Alfonso di Aragona l'adozione avuta, sebbene rivocata dalla regina. Ecco al solito il regno scisso in due partiti. La capitale con molte città, riconobbe Eenato. Il principe di Tarante, il duca di Sessa, con altri dinasti spiegarono il partito di Alfonso, pel quale si dichiarò anche il duca d'Atri, che trovossi insieme col Camponeschi conte di Montorio alla battaglia navale, combattuta a' 9 Agosto 1434 nelle acque di Ponza tra il navilio aragonese ed il genovese. Eicevè Alfonso una terribile sconfitta, colla prigionia sua e dei magnati, che lo accompagnavano. Condotti a Genova, e di là a Milano in potere di Filippo Visconti, cui i Genovesi allora ubbidivano, l'accorto Alfonso seppe pacificarsi, ed anzi stringer lega col Visconti; per lo che fu rilasciato, e con esso i due nostri feudatarì di Atri e di Montorio. Quindi l'Aragonese sbarcò in Gaeta a' 2 Febbrajo 1436. Eidestata la guerra civile, le città degli Apruzzi si tenevano in osservazione,

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