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testa ed il giudice civile dovevano decidere le cause ed ordire le processure. Quando il Palma scrisse il volume 2.°, nel quale avrebbe dovuto darne conto non ne potè rinvenire alcun .esemplare, e si contentò riferirne due esordì, estratti dal Muzì e dal Baccanali; ma nel 1833, trasportando i PP. Cappuccini i loro libri dalla vecchia alla nuova biblioteca, fu rinvenuto un volume, di 140 carte pergamene, contenente tali Assise; e perciò il detto autore ne riportò un sunto nelle aggiunte al o. volume. Stimo darne anche io un più breve saggio.
Si dice nel preambolo che Teramo ab initio ebbe le sue leggi, che essendo il vecchio codice consunto, bisognevole di correzione e di cambiamenti pei mutati costumi, era d'uopo rinnovarlo, riformarlo e correggerlo : ciò che poteva allora eseguirsi per essere venuti tempi più grati e più quieti. Si ricorda quindi che Teramo era cresciuta in popolo, in forze ed in fortune; ma per opera di alcuni non cittadini, ma scellerati e sediziosi, la pubblica libertà erasi cambiata in servitù. Eidotta però la città sotto la protezione governo e libertà di Alfonso re, francata da quotidiani pagamenti e da vessazioni personali, parve ai sei signori del reggimento doversi dette Assise abolire e farne delle nuove. Proposto l'affare al Consiglio era stato incaricato della redazione il giudice civile, con quattro cittadini notai, assistiti dal Cancelliere del Comune. « A lode ed onore della « SS. Trinità, della B. Vergine, de' SS. Apostoli, di S. Be-« rardo.... ad esaltazione dell'illustre principe ed eccelso « signore Francesco Sforza Visconte.... signore e governa-« tore.... a lode ed onore del rev. in Cristo padre e signore « D. Giacomo da Teramo degnissimo vescovo Aprutino, « benefattore ottimo ecc. ecc.
Stabilirono i cinque che del nuovo Statuto si tirassero due originali, da conservarsene uno presso la cattedrale, l'altro nell'archivio del giudice. Aveva dunque Teramo, oltre il comunale, un archivio sacro nel recinto della Chiesa, come in sito di maggior sicurezza in qualunque evento, ove si riponevano le carte più rilevanti. Simile lo possedeva Atri in una cassa di ferro, anche riposta in quel