bì PANCEAZIO PALtoA 156
patrizi Interamniti, occupa 26 rubriche. Si stabilisce poi il modo di ammettere i forestieri alla cittadinanza e di costringere i possessori di casaleni a fabbricarvi case. Si prescrivono i mezzi di aprir le vie di Terra nova, d'impedire l'occupazione del pomerio! Sieguono disposizioni per mitigare il lusso nel vestire e nelle nozze; per abolire alcune costumanze nei lutti, fra, le quali il lacerarsi Je vesti. Si esentano da civici balzelli i Fiorentini, i Senesi, i Perugini e gli Aretini. Notabile in fine il divieto ai beccai di far tagliare la carne dagli ebrei ed ai bettolieri di vendere vino ai minori di anni 18!!
Il 5.° libro sanziona i castighi pei danneggiatori degli orti, delle vigne e delle campagne. Vieta di educarsi più di due capre per ciascuna famiglia, come quelle che rovinano ogni sorta di giovani alberi.
Tornando alla storia dirò, che essendo di nuovo il conte Sforza caduto di grazia al versipelle Visconte, Alfonso assalì le terre del primo nell' interno del regno. In Luglio 1441 però Alessandro fratello del conte sorprese Pescara; e piombando all'improvviso sopra Rainaldo Caldera, Riccio di Man-techiaro e Giosia di Acquaviva, che assediavano Ortona, li ruppe, fece prigioniero i! primo con 500 cavalli: gli altri • due scampati si salvarono in Chieti. Avendo poi lo Sforza preso partito per Renato era per fare aspra guerra ad Alfonso. Costui seppe trargli addosso l'inimicizia del duca di Milano, che gli spinse contro il celebre Mccolò Piccinino. Sforza concentrossi in lesi, intantochè l'Aragonese andava soggettando le terre sforzesche in Puglia e ne' due altri Apruzzi. Poscia a 26 Febbraio 1442 fece il suo ingresso in Napoli, ove in un generai parlamento venne riconosciuto Ferdinando suo figlio naturale per duca di Calabria ed erede del trono. Al medesimo intervennero Giosia duca d'Atri, Corrado di Acquaviva conte di S. Valentino, e Berardo di Acquaviva che nel 1420 aveva sposato Polissena di Melatine. Si mosse poi per ritogliere alla famiglia Sforza la Marca, di concerto col Piccinino. Non fidandosi il eonte di far fronte alle due armate, si fortificò in Fano dopo aver presidiate alcune piazze importanti. Tutta la Marca si sottopose al