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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   156 OPERE COMPLEtÈ
   pontefice, meno Bocca-Contrada, Fermo ed Ascoli difesa da Giovanni Sforza. Stimò allora Alfonso riacquistar per sé Oivitella, Teramo ed altri luoghi. All'avvicinarsi di lui i presidii si ritirarono, ed il re venne a posare in Teramo, accolto coi possibili onori per le cure di Marco Kanerio capo del reggimento, nell'atto che il duca d'Atri riacquistava S. Flaviano.
   Era il duca al seguito del re e pei suoi meriti teneasi in pugno il ricupero della signoria di Teramo. Fuori de' principali mazzaclocchi questa idea costernava i cittadini. Per lo che il virtuoso Eanerio, senza prezzare le discussioni de' suoi stessi colleghi, si presentò ad Alfonso, supplicandolo a conservare nel suo real demanio la città e non restituirla a Giosia. Bappresentogìi, dice Muzj, che gli Acqua-viva erano stati introdotti in Teramo due volte, sempre da faziosi, impotenti da loro stessi a soddisfare i loro sanguinosi appetiti '). Mentre intrepido perorava, era accompagnato da basso e supplichevole mormorio di altri cittadini, inginocchiati avanti al re, il quale rialzatili amorevolmente li confortò a star di buon animo. Informato Giosia della favorevole accoglienza dell'arringa, si presentò anch'egli al principe, esponendogli che quando i suoi lunghi e fedeli servigi non lo rendessero meritevole di aumento di domini, meritavano almeno che non venisse privato di ciò che il padre e l'avo avevano posseduto: ma il sovrano a viso aperto gli rispose di voler conservar la città in demanio, e prima di partire pose un comandante nella Cittadella: Giosia anche partissi pieno di sdegno. Il re mandò poi alle stanze le milizie in varie città degli Apruzzi, rinviandole in primavera nella Marca contro Sforza. Previde questo gran capitano che se le truppe regie si fossero unite alle pontificie ei non avrebbe potuto sostenersi. Eisolse perciò di attaccare il Piccinino. Aspra fu la pugna, seguita a' 19 Agosto 1444; ma infine la vittoria si dichiarò per Sforza, che dopo essa
   ') Questi faziosi così mal dipinti da Muzj per bocca di Eanerio erano i melatinistì spennati, a favor de' quali si dice che egli alterasse la verità. Qui di nuovo sì scorge che altra passione non ebbe che pel bene della patria.

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