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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   164 OPERE COMPLETE
   perturbarci civitatem, nani erat omnium proditorum et exulum spelonca et asilum. Risolse il magistrato di scacciameli, inviandovi una truppa di giovani: infelicemente però, perché vennero respinti colla morte di molti. Il doppio avvenimento fu notato nel necrologio così: Hic nobis dies infmistus fmt cede fortissimorum juvenum, qui cum apud arcem Furnuroli prceliarentur acriter in Jiostes, OGCubuenmt... Eodem die... oratores ad Ferdinandum de auxilio petendo frustra civitas misti. Nani Ferdinandus cum principe Tarentinorum, foedus percutiens, molata fide jusjurandi, et privileyioriim chirografo penitus irrito, quae civibus nostri,? tribuerat; Adrium, Teramum et Silvum losiee tradidit. Nos cum omnibus iis quos Josias oderat diversa loca petvmtes, patria migravimus.
   Eipatriarono allora i sette mazzaclocchi, eccettuati dall'indulto con alla testa Marco di Cappella. Costui volle essere spedito con altri due a ringraziare il re non già, ma il principe di Tarante che trovarono accampato. Ebbero però la moderazione di chiedere il possesso di Teramo a favore del conte Giulio Antonio, che dissero desiderato da tutti i Teramani. E realmente se avesse accettato molti cittadini sarebbero rimasti, fidati al suo nobile carattere, che già face vasi ammirare. Ma Giulio si protestò di non voler far torto al suo padre. Applaudendo il suocero, determinò il possesso per Giosia. Ciò risaputosi i primari Spennati presero volontario esilio. Un di essi, avviandosi su pei monti, scrisse in un muro delia chiesa di Azzano : che caduta Teramo sotto la giurisdizione del signor Giosia di Acquaviva nel mese di maggio 1459, essendo stato forzato il Re Ferdinando dal principe di Taranto a darglielo, gli ottimati, fra quali tutti i Forti, i Marchionni, ed altri nobili, a' quali era stato più cara la libertà che la vita, più l'esilio che l'ubbidire ai tiranni, erano emigrati. Questa iscrizione era ancora leggibile al tempo di Muzj. Il Giordani nella sua storia m. s. opina che in tal congiuntura fra le famiglie emigrate gli Anto-nelli si stabilirono in Aquila, i Paladini in Lecce, i Be-rarducci in Bisceglie, i Ricci in Macerata, i Marchionui (Melchiorri) in Recanati nelle quali città tali famiglie tuttora fioriscono. È da credere che vari fossero spatriati nelle pre-

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