M PANCE A ZIO PALMA
cedenti fazioni, ma. tutti per avversione all'Acquaviviana feudalità. Dei Berarducci un ramo stabilissi in lesi e di là in Castelbellino; probabilmente allorché Giosta ebbe lesi nel 14,32. Altri Berarducci però rimasero in patria. A 1.2 Maggio comparve in Teramo il viceré della provincia per dare il possesso a Giosia, che vi fece il giorno dopo solenne ingresso sotto baldacchino di velluto verde, con frange d'oro, attorniato da' 12 palafranieri de] comune, preceduto dal clero secolare e regolare, che cantava il Te Deum, e da fanciulli che gridavano: Duca, Duca viva il sig. Giosia. Feste non mancarono in un popolo portato alla gajezza, tanto più che Giosia cominciò l'esercizio di sua autorità con grande modera/ione. Fece anzi spesso residenza in Teramo; e ne' suoi decreti intitolavasi Terami dominus, Dux Adriac, 8. Fla-~ vinai comes.
I voti del principe di Taranto erano stati appagati ; nondimeno ei continuava a tramare contro il suo re, istigando altri baroni a dichiararsi per Renato d'Angiò. Scoppiò finalmente la guerra distesamente narrata dal Fontano. L'armata navale di Provenza comandata da Giovanni figlio di Renato, presentossi sotto Napoli, sperando una sommossa. Ma la regina Isabella, in assenza di Ferdinando, ito in Calabria per mettere a dovere il Marchese Sontiglia, seppe così muovere i napolitani alla difesa, che 1' Angioino andò ad ancorarsi a Oastel Volturno, ben ricevuto dal Marzano Duca di Sessa, uno de' ribellati baroni. Ultimo a togliersi la maschera fu l'Orsini, quantunque primo motore della rivolta. Poco appresso alzò la bandiera Angioina Oampoueschi conte di Montorio e dominatore di Aquila, nominato da Renato suo viceré negli Apruzzi, traendo al suo partito Ortona per mezzo dei Riccardi, primarì cittadini di quella città e parenti di Giosia.
Peggioravano in tutte le provincie gli aft'ari di Ferdinando, che appena riteneva i paesi fortificati di Apruzzo e di Calabria; mentre Giovanni figlio di Renato, rinforzato da baroni ribelli, scorreva tutto il regno. Sopraggiunse in Aprile 1460 a danno del re il Piccinino, assoldato dall'Orsini. Avendo valicato il Tronto salì a Colonnella sulla rnezzanot-