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naiido.,1 Mazzaclocchi colti all'improvviso cercarono scampo nella fuga, nelle case de' parenti neutrali o nei conventi. Marco di Cappella loro capo però non si credè sicuro in alcun sito, onde in camicia si gettò dalle mura. Fu questo timore irragionevole perché il di Capua, fedele ai giurati patti, fece intendere che rimetteva ogni colpa ai Mazza-ciocchi, che volessero rimanere in Teramo. Tutto quello che costoro soffrirono fu di dover alloggiare ed alimentare i soldati, fino a quindici, o venti per casa. Ciò non fu un gran castigo. Eppure Muzl (creduto parteggiano degli Spennati) dice che fu un'accrescere afflizione agli afflitti; tuttoché non ricevessero il menomo affronto; poiché le donne rimaste nelle case, assistite dai parenti neutrali, seppero mostrare la gioja che non aveano; ed esagerando le oppressioni di Giosia, usarono tali cortesie, che i soldati si astennero da ogni insulto o saccheggio, che erasi sulle prime temuto.
Rimaneva ad espugnarsi la cittadella, ed il castellano significava di volerla difendere sino agli estremi. Il viceré ordinò l'assedio, che in due giorni fu stabilito, essendosi le donne ed anche le nobili degli Spennati applicate a portare fascine per formare gli approcci. Vedendo il Castellano compiti gli apparecchi, atterrito dalle grida del popolo, prestò orecchio all'esibizione di 400 ducati, sotto l'onesto titolo di paghe dovute da Giosia alla guarnigione. Aprissi
10 sportello, ed ivi su di una tavola si situò da dentro il comandante per riceversi la somma, che il tesoriere stando da fuori, deponeva in varie sacchette, quando certi giovani di Teramo si precipitarono alla porta, rovesciarono il banco dicendo : che denari, che denari ? Ed entrati ad un tratto nella fortezza, ne disarmarono e scacciarono i soldati; quindi
11 viceré vi pose nuovo castellano. Era l'edifizio circondato da soda e merlata muraglia, difesa da fosse inondabili in tre lati, e verso settentrione da una peschiera animata da un canale del fiume Vezzola come dicemmo; una torre formata da muri di smisurata doppiezza serviva di maschio ; all'interno eranvi sale e càmere per l'abitazione del signore e de' militari, nel pianoterreno magazzini e prigioni, nel cortile la fontana (che ancora rimane detta di S. Giorgio) e