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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   t>I FANCRAZIO PALMA „ 171
   cui fregiò poche altre famiglie. Il diploma de' 30 Aprile 1479 è indirizzato: « Illustri viro fillio Antonio de Acquaviva Duci Adriae, 'Conversarli, et S. Flaviani Comiti^».
   Devastavano intanto il territorio gli spatriati Mazzacloc-chi, angariando i villaggi. Or si rileva non da storici, ma dalla dedica di un poema cavalieresco in ottava rima, intitolato il Rinaldo; composto da Girolamo Forti nostro concittadino, e regio cappellano (del. quale il Oh. Conte Melzi rinvenne una copia m. s. ed altra stampata e ne fa cenno nella sua Bibliografìa dei Romanzi, e Poemi romanzeschi) che verso questo tempo (1464) il re commise a Messer Be-rardino Gelardino di Amelia Giustiziere di Apruzzo Ultra, di frenare i faziosi provvedendo così alla teramana tranquillità, ed avendo costui ben adempito l'incarico, il poeta, certamente Spennato, altamente lo loda. Premurosi non pertanto del benessere della patria i Sindici della Città portatisi in Napoli, ottennero diploma de' 26 ottobre 1465, col quale il re di nuovo promise la conservazione in Demanio della Città, accordandole il merò e misto impero e la podestà della spada sul feudo di Scorzone; la esentò dai tributi, insieme col contado e coi vassalli del vescovo per sei anni; autorizzò la città stessa a nominare il capitano, da confermarsi dal re, ed a compilarsi i proprii statuti. Volle che le cause civili si conoscessero in prima e seconda istanza dai magistrati locali, e le criminali dal capitano, con appello ai supremi tribunali della capitale: confermò la franchigia da ogni dazio o dogana per tutto il regno, attesi i grandi affanni e dispendii sofferti: permise a Tera-mo di collegarsi con altre città dentro e fuori il regno: bandì per sempre, come ribelli, e perturbatori Marco di Cappella con altri sei, donando i loro beni al comune cui dette facoltà di accrescere i dazi fino ad annui ducati 200 in oro. In quell'epoca il giudice civile che era Orispoldo de' Eempndinis di Castignano, dava le sue udienze nella loggia terrena del palazzo civico.
   Nel finir d'Aprile 1467 venne in Teramo il Duca di Calabria Alfonso, vi dette varie disposizioni indirizzate al giudice di quell'anno Giovanni di Montemonaco, e vi ricevè

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