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nella state seguente un'ambasciata della città di Ascoli, che recogli oltre gli omaggi uu gran bacino d'argento col suo bocale. Gradì il Duca tale attenzione ed ai 9 Luglio 1467, dal regal campo di Cari-ufo spedì agli Ascolani un lungo diploma, confermante i privilegi loro accordati dal re Alfonso e da' predecessori. Pare che il campo fosse stato posto in osservazione della guerra scoppiata tra i fuorusciti Fiorentini spalleggiati da Veneziani, e da altri principi, e la fazione de' Medici dominante in Firenze, collegata del Duca di Milano e del nostro re, il quale spedì un corpo di truppe, che trovossi alla battaglia di Molinelli nel Bolognese, combattuta a' 25 Luglio di detto anno.
Circa l'epoca da noi discorsa molti 'Albanesi, fuggendo dalla tremenda scimitarra turchesca, ripararono nella nostra provincia come in altre del regno; mentre che diverse famiglie si rifuggiarono nelle Marche, ove da una di esse nacque il celebre Sisto V. in Grotte a mare. Tra noi sulle prime si ricoverarono in casucce di legno e paglia: cominciarono poi a forrtìar case di fabbrica. I più ricchi poterono trovare migliore alloggio nelle città e nei castelli. Cologna nel Comune di Montepagano fu da essi intieramente abitata, ed il vescovo Montesanto che la visitava sul finir del secolo decimosesto, dice di essa nella sua relazione ad limino, « Cologna vicina al mare tutta abitata in pagliare da Schiavoni, che nascendo ivi, hanno la lingua originaria, e l'italiana. Ma se a quel tempo i poveri esuli abitavano ancora in case di paglia, avevano eretta in fabbrica una chiesa, ed avendo adottato il rito latino si avevano procacciato un parroco, la cui unica rendita fu allora, ed è ne' suoi successori una prestazione personale de' parrocchiani. Oggi le case e le usanze dei Cològnési sono identiche a quelle delle circostanti popolazioni. Non però gli Schiavoni o Slavoni dettero alla contrada il nome di Colonia, che eravi nel cartolario un 'breve recordationis de terra S. Fiumani in Bogzino ultra, Trotino per la descrizione de' beni del vescovato, fra quali a Colonia la metà della fontana e la valle di Laureilo ». Questo documento è senza data, ma certamente del Secolo XI. Alcune famiglie vennero a stabilirsi in Teramo, ove costruì-