DI PANCKAZIO PALMA 173
rono nella Cattedrale una cappella dedicata a S. Nicolo, detta comunemente degli Albanesi, nella quale eressero una congregazione composta da essi soli, ridotta poi a semplice beneficio, diviso tra gli eredi de' patroni circa il 1820. È credibile che qualche famiglia si stabilisse nella villetta appellata Schiavami presso Nepezzano, ed altre dovettero ac-j casarsi in Nocella di Campii, nella cui chiesa eressero una cappella ed in una casa l'iscrizione
o Aóyoj Btou (ratio vitae dux)
Non volle il regio fisco lasciar senza tributi i nuovi venuti, e caricò le università de' loro fuochi. Se ne contarono nella nostra provincia 90; in quella di Chieti 218, nella Capitanata 1155 (Mazzella).
Quantunque io abbia tralasciato inferamente la parte ecclesiastica della nostra storia, non posso qui dispensarmi dal notare, che nel 1463 fu creato vescovo Aprutino Gio: Antonio Campano, rinomatissimo letterato, e che avendo descritto Teramo ed il suo contorno in una sua lettera al cardinal di Pavia, merita che io riporti un sunto della sua biografia. Nato costui in un villaggio di Terra di Lavoro da poveri genitori, che lo addissero a guidar le pecore, passò a domestico di un prete che gli fece scuola. Ammirando costui il talento del fanciullo, dopo insegnatogli quanto sapea, l'inviò a sue spese in Napoli, ed ivi fu discepolo del celebre Lorenzo Valla. Di là pertossi in Siena a studiare il diritto. Spogliato per istrada da masnadieri voltò a Perugia, ove Nicolo da Solmona, che ivi insegnava la medicina, lo rivestì. Per vivervi aprì scuola di grammatica, ma poi ebbe una delle Cattedre di quella università e la cittadinanza, donatagli dal Senato. Nello stesso tempo egli studiava la storia, la lingua greca, la giurisprudenza, e sotto Francesco della Eovere, che poi fu Sisto IV., applicossi alla filosofia. Scrisse colà diverse opere, fra le quali la storia di Braccio da Montone, e fece amicizia con Giacomo degli Ammanati, poi cardinale e vescovo di Pavia; dopo di che seguì la corte Pontificia, scrivendo altri libri de refendo magistratu, de di-