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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   174 OPEEE COMPLETE
   gnitate matrimonii, ad eleganti poesie, avidamente lette da un papa non estraneo nel parnaso. Fu da costui fatto vescovo di Cotrone; e quindi, poiché vacava la sede Teramensis in Praecutinis, ad uberiores illius redditus sedemque Jionoratiorem sustulit. (Ferno nella vita).
   Scrisse poi un opuscolo all'amico cardinal di Pavia per consolarlo della morte del fratello, diverse storie, trattati di Filosofìa morale, alcune orazioni, otto libri di poesie latine, molti elogi, e lettere, poi pubblicate in più edizioni. Stando in Eoma ebbe la prepositura di S. Eustachio, e la commenda del monistero di Corropoli. Nel 1467 si pose a dirigere, insieme con altro, le due prime stamperie introdotte in Eoma. Spedito in Germania ad un congresso di principi Tedeschi, convocati dal pontefice per determinarli a collegarsi contro Maometto II., l'orazione che vi recitò,' non può leggersi senz'ammirazione. Con tuttociò le piccole gelosie dei vari gabinetti ne impedirono il salutare risulta-mento. Sisto IV succeduto a Paolo II lo fece governatore di varie Città. Mentre lo era di città di Castello il popolo si rivoltò. Spedì il Papa delle truppe, con ordine che la città le ricevesse rendendosi a discrezione. Eisoluti i cittadini di difendersi disperatamente piuttosto che cedere a tal patto, il Campano scrisse al sovrano: che il suo ordine sa-pea più di turchesc-a crudeltà che della mansuetudine di Cristo Salvatore. Al leggere Sisto tali audaci espressioni gli tolse il governo e la sua grazia, sì che egli si ritirò in Napoli, ove il re Ferdinando lo nominò Segretario; ma inviso ed accusato dai cortigiani, non trovò altro rifugio che il suo ovile. Quivi stando i Mazzaclócchi esiliati, dietro un permesso ottenuto dal re, rientrarono in Teramo, ma in vece di presentarsi in atto pacifico, assoggettandosi alla protezione de' magistrati, s'introdussero per la porta romana u-niti e ben armati. Ciò vedendo gli Spennati, parendo loro tal contegno un' aggressione, e non un pacifico ritorno, presero le armi, ed andettero loro incontro. Impegnatasi una baruffa vi furono alcuni morti e feriti d'ambe le parti ed i Mazzaclócchi dovettero ritrocedere. Premuroso il vescovo di ricondurre la pace nella sua città, scrisse ad Al-

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