Stai consultando: 'Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850) ', Giovanni Palma (a cura di)

   

Pagina (226/626)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (226/626)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   176 OPERE COMPLETE
   essi sofferte per opera di scellerati che in essa riparavano, ed i molti cittadini che caddero a' piedi di quelle mura, nel 1459.
   Verso questo tempo compissi la demolizione della Terra di 8. Flaviano, ed il trasporto de' suoi materiali per la fondazione di un nuovo abitato, chiamato Giulia, dal nome del valoroso Giulio di Aquaviva duca di Atri, che curò il cambiamento. Venuto egli ne' suoi feudi di Apruzzo, vedendo lo squallore a cui erasi ridotta la Terra suddetta per causa delle guerre già descritte, opinò che non sarebbe mai tornata in fiore a causa della cattiva aria che ne mieteva gli abitanti. Non era allora risorta la Fisica, né nata la Chimica. Si credeva che l'aria fosse infetta solo nel basso ') e salubre nell'alto. Non si conosceva forse che le paludi e le acque stagnanti portano le endemiche malattie anche a molta distanza ed a maggiore altezza del loro livello, né sapevasi che in altri tempi salutari era stata ivi l'atmosfera, allorché un popolo numeroso, accresciuto più volte da romani coloni, guidava le acque nel coltivare le pianure, e col rivoltare le glebe ne promoveva la filtrazione e l'esalamento; mentre nel secolo che descriviamo il terreno saldo formava tal crosta di muschi, di licheni, di cespugli, e di giunchi, particolarmente ne' piani, da arrestare e sostenere le acque. Quindi una vasta palude erasi formata lungo il lato meridionale del paese; acque stagnanti erano in tutti i piani marittimi di qua, e di là dal fiume interamente inculti, destinate al pascolo delle razze del feudatario. E quando anche si fosse conosciuto la causa, forse non sarebbe stato nelle forze del duca di rimuoverla per la scarsezza della gente, e delle scientifiche conoscenze. Poiché dunque non si potè allontanar la cattiv'aria della città si pensò di allontanar questa da quella: a tal fine si scelse altro suolo che si credette di miglior aria perché più elevato. Bisognò però che questo non fosse piano, ma presentasse, secondo il costume feudale, un pendio, in cima del quale potesse
   ') Lo dice l'iscrizione ISedes coelo graviore relictas, composta dal Campano e scolpita sopra la porta marina del nuovo paese.

Scarica