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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   circa quaranta villaggi ') e quindi lepidamente. Haec Campani regna hoc imperimi. Novera in essi 4000 anime, di cui stima 800 atti alle armi, coi quali incontrerebbe l'amico se venisse a fargli guerra. Molto enfaticamente descrive i suoi .divertimenti, le sue svariate dimore secondo le stagioni, di unita alle caccie con reti, con cani e con falconi ecc.
   Orribile peste desolò l'Italia nel 1478, attaccò l'armata del Ee che guerreggiava in Toscana contro i Fiorentini, ed in Teramo uccise 3000 persone. Cessato l'epidemico flagello ebbe il nostro regno quello della guerra: poiché a' 21 Agosto 1480 i Turchi s'impadronirono di Otranto ove profanarono le chièse e massacrarono 800 cristiani, che nudi avevano estratti dalla città pel loro rifiuto di farsi musul: mani. Subito Alfonso duca di Calabria da Toscana corse ad assediar quella città. Giulio Antonio di Acquaviva era tra i prodi che pugnavano per arrestare la tremenda invasione, nella sua qualità di governatore di questa provincia. Incontratosi eoi Turchi a due miglia dalla città il dì 7 Febbrajo 1481, mentre combatteva valorosamente fu ucciso, e quindi (giusta si ha dall'iscrizione posta sulla sua tomba) da Turchi, secondo il barbaro loro costume, decapitato. Continuando i valorosi sforzi, re Ferdinando, ajutato da altri nobilissimi cavalieri, fra quali il prode Matteo di Ca> pua anche ivi ucciso, riebbe per trattato la città a' 10 Settembre dello stesso anno, sette mesi dopo la morte dello strenuo duca, cui era succeduto Andrea Matteo. tanto nei paterni feudi di Api-uzzo che nei materni di Puglia. Fu
   ') Le due rocche erano quella di Bisogno, e di Santa Maria; dei Castelli inuratij Mnzj ne conosceva al suo tempo tre: Kapino, Collevecchio e Bor-gonovo; 40 villaggi si trovarono tuttora nel vescovile dominio nel 1806. Per tutti questi paesetti il Vescovo nominava un giudice col titolo di viceconte, clie risiedeva in Teramo, ed assisteva insieme col giudice delle seconde istanze ai pontificali. I vescovi Aprutini patentavano inoltre un esecutore in capo de' decreti di due magistrati e della Curia, collo specioso titolo di cavaliere. Accordavano licenze per la conservazione, ed asportazione delle armi: nominarono fino al 1561 i giudici a contratti, i quali potevano esercitare in tutta la diocesi, in vita; mentre altri feudatarì potevano autorizzarne

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