bl PANCKAZIO PALMA
vigne, oltre all'essere dichiarati ribelli. Giunse poi in Tera-mo ai 12 Aprile con 300 soldati e (quello che più ingerì terrore) con parecchi carnefici. Fece deporre in piazza più some di catene, collari e ceppi di ferro. Tanti apparati ed il tenore della regia patente, esibita ai signori del reggimento, fecero palpitare chicchessia. Intanto due giorni se ne restò in riposo. Per buona sorte trovossi capo del Comune Mariano di Adamo presidente (forse ritirato) della regia camera della Sommaria, conosciuto in Napoli dal di Forma. Fattosi animo questo buon cittadino presentossi nel terzo giorno al commissario e giunse a fargli capire che la sollevazione della massa de' cittadini contro i Mazzacloc-chi, non tanto ripeteva l'origine da odi privati e da vendetta per l'uccisione del de Rapino, quanto per conservar la città al Sovrano ed al demaniale governo: dapoichè erasi conosciuto che i Mazzaclocchi, sempre ligi degli Acquaviva, si sarebbero alla prima opportunità dichiarati per Eenàto, ed avrebbero favorita la mira del duca Andrea Matteo su Teramo. Piegato l'animo del Commissario, costui, a consiglio del saggio magistrato, indulto tutti dell'una e dell'altra parte, obbligandoli ad una pace solenne. Quindi per qualche soddisfazione alla giustizia impose alla città una multa in vantaggio del real tesoro, anche in compenso del dispendio della spedizione. Tale temperamento fu approvato dal re a' 30 Aprile 1483 e subito eseguito. Se le rappresentanze del di Adamo tanto giovarono alla patria, le parole che dovè dire sulle mire del duca d'Atri gli costarono la vita; poiché alquanto tempo dopo, portandosi in Napoli qual oratore della città, rimase ucciso per la strada ').
-Continuando la guerra nel 1484 le città di Teramo e di Atri stipularono istromento di confederazione, ed i Veneziani s'impadronirono di Gallipoli, di Monopoli, di Nardo,
') Muzj scrivendo durante la potenza de' successori del duca ne disse abbastanza nel dialogo VI, esprimendosi così: « So che Mariano di Adamo « fu anche ucciso pel viaggio di Napoli, slmilmente per tal fatto, e l'ho « taciuto per non sapere appuntino il tempo e la cagione particolare. Solo « so che Gio: Francesco suo figlio per tal causa fu fatto franco dall'uni-« versità e mentre visse godè tal franchigia. »