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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   DI PANORAZIO PALMA
   daluccando negli Appuzzi. Accostandosi un giorno ad Ascoli per muovere quella città sua ben affetta a favorirlo, corse pericolo di essere assassinato da alcuni cospiratori. Anche il figlio di lui Ferdinando principe di Oapua era in queste parti qual governatore degli Apruzzi, ed in un rescritto de'
   10 Ottobre 1485 da 8. Maria d'Arabona presso Chieti loda-vasi della fedeltà dei Civitellesi. Teramo rimaneva sempre affezionata agli Aragonesi, perché se costoro avessero avuta la peggio non sarebbe sfuggito al dominio dell'Acquaviva.
   Nell'anno seguente Alfonso infestò le campagne di Eo-ma. Di là venne nella Marca, ove fu rinforzato da 600 cavalli fiorentini, e da altrettanti milanesi. Quindi avviossi ad Aquila, ma non volle lasciarsi indietro Montorio, riputato forte per natura e per arte, e ben presidiato da molti Aquilani. Non avendo per tale impresa fanti corrispondenti alla sua molta cavalleria richiese 500 Teramani, i quali ben armati lo seguirono con giubilo, per l'affetto (dice Muzj) che portavano a quel principe; o piuttosto (sia a noi lecito di opinare) alla causa di lui. La regia armata, preso un piccol forte dirimpetto alla piazza, piantò l'assedio. Corse a difenderla Eoberto Sauseverino gonfaloniere della Chiesa, e nel giorno 5 Maggio 1486 le due truppe furono a vistar Abbandonò Alfonso gli steccati ed ordinò le sue schiere per. la battaglia, da cui pareva dipendere la sorte del regtì^ Illustri capitani combattevano nelle sue file, e non meno# prodi erano i condottieri degli avversar!. Il giorno 7 seguì la pugna, minutamente descritta dal Porzio e dal Corio (Stor. Milan. par. 6) e durò l'intiera giornata. Finalmente
   11 generale pontifìcio battè la ritirata, che seguì in disordine. Alfonso inseguì i papalini fino agli alloggiamenti, ma non ardì forzarli. Il vantaggio fu dunque suo. I 500 Teramani pratici de' siti, combattendo ad armi bianche ad asta corta, furono grandemente utili contro la cavalleria; ma molti vi morirono da valorosi. Nel giorno seguente, avendo Alfonso ricevuti altri rinforzi da Milano e da Firenze, risolvè di profittare della superiorità della sua cavalleria in terreno migliore. Congedati amorevolmente i nostri, levò il campo ai 12 Giugno e con rapida corsa, attraversando l'Aquilano,

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