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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   DI PANCKAZIO PALMA 193
   corona al suo primogenito Ferdinando, sulla speranza che essendo questi generalmente amato, i regnicoli si sarebbero con lui difesi dalla straniera invasione. Alfonso partecipò la sua abdicazione alla città di Teramo con lettera de' 22 Gennajo. L'Istromento di rinuncia si lesse in Napoli il giorno 23, in presenza del principe Federico e de' primi Signori del Regno, non che del Cardinal di Genova legato del Pontefice, degli Ambasciatori del Ee e Eegina di Spagna (che Ferdinando nella lettera diretta a Teramo nel giorno seguente chiama nostri padre et madre carissimi), dei ministri di Venezia e di altre potenze. In essa lettera si protesta, che lo studio e pensier suo altro non sarebbe che la bonificazione generale e speciale di tutto il regno. E per prima caparra di sue promesse toglie il balzello del secondo tomolo di sale per ogni fuoco, ultimamente imposto dal padre, nonostante le eccessive spese, nelle quali trovavasi impegnato per la difesa del regno; col ferino proposito di continuare a sgravare i popoli. Dispensò quindi la città di mandar Sindaci a giurargli omaggio: soggiungendo che se per necessità alcun cittadino per sé o pel Comune volesse a lui presentarsi, ciò sarebbegli gratissimo, lo vedrebbe con singolare piacere e con somma affezione ecc.
   Il Ee dimissionario, dopo 10 altri giorni, ritirassi in Mazzara e quindi in Messina, ove, datosi ad opere di pietà e di penitenza, non sopravvisse che fino ai 19 Novembre 1495, allorché morissi con segni di ravvedimento.
   Intanto i Francesi si avanzavano. Ai 16 Gennajo avevano occupata Città-ducale ed ai 20 Aquila, che aprì loro le porte ad impulso dei Colonnesi sempre nemici della dinastia d'Aragona. Ivi riceverono la sommissione di Cape-strano e di altri luoghi. Amatrice fece resistenza. Tornò allora in Aquila il fuorascito Girolamo Gaglioffi, creato dal Ee Carlo Vili, conte di Montorio. Quindi la colonna francese si portò a S. Germano, ove riunissi al corpo principale penetratovi da Velletri. Appena l'esercito nemico si avvicinò a Napoli, questa si sollevò, mandando deputati al campo francese: $nde il buon Ee Ferdinando dovè ritirarsi con 14 galee nell'Isola d'Ischia. L'esempio della capitale si trasse . P, ,*ALMA, Opere complete, 18

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