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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   194 OPEEE COMPLETE
   dietro più o meno tardi quasi l'intiero reame. La nostra regione rimase finché potette fedele al legittimo sovrano, sì per l'affezione di Teramo alla casa di Aragona, e specialmente a Ferdinando IL, sì perché il duca di Atri aveva preso le armi per costui: ma ben presto la città dovette sottomettersi e l'altro dovè passare sotto le insegne del vincitore. Durante questo anno, i Civitellesi, mal soffrendo le angario che provenivano dal regio castello loro sovrastante,- lo distrassero.
   La facile conquista del nostro regno operata dal Ee di Francia, la maggiore influenza da lui acquistata in Italia, ingelosirono le altre potenze, che contro di lui si collegarono in Venezia. Per lo che il Re Carlo fattosi incoronare nel duomo di Napoli ai 20 Maggio, se ne tornò frettolosamente in Francia, lasciando viceré il sig. di Montpensier con 5000 cavalli e molta fanteria. Gravi percosse ebbe il Ee cristianissimo dai collegati Italiani nella sua ritirata. La partenza di lui, lo sbarco in Eeggio di Oonsalvo Fernandes di Oor-dova (detto dagli Spagnoli il gran capitano) d'ordine dei suoi Sovrani, anche collegati contro il Ee di Francia, rinvigorirono l'animo di Ferdinando. Favorì la sua fortuna il malcontento de' popoli disgustati dall'avidità e dal libertinaggio de' Francesi; onde rientrò nella capitale il 7 Luglio fra incessanti acclamazioni. Attese quindi al ricupero dei paesi e castelli occupati dai nemici, non senza gravi difficoltà per i' unione ai francesi dei partitanti Angioini ; nel che impiegò più di un anno» La nostra regione ben presto ritornò alla sua ubbidienza nel tempo in cui la sorte delle armi pendeva ancora indecisa, e la guerra ardeva in tutto il regno, del, che una pruova ne abbiamo nella supplica presentata al Ee dai Civitellesi nel Castello Capuano ai 5 Ottobre 1495, colla quale chiesero perdono e grazia per aver ruinata la rocca del loro Comune, per le robe tolte dalla medesima e per qualunque delitto commesso dai Civitellesi fino a quel giorno. Domandarono anche la conferma dei privilegi, la reintegra al Comune del suo antico Castello S. Egidio, allora detenuto dagli Ascolani, a' quali era stato consegnato da Messer Mariano de Prato. Io fine supplica-
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