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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   rono S. M. di lasciar loro l'attuale capitano francese. Il principe a tutte le domande scrisse Placet e la sua firma è contrasegnata dal famoso poeta Ohariteo.
   Riconciliatosi Ferdinando coi Colounesi, Virginio Orsini, per opposizione a costoro, si dette a palleggiare pei Francesi. Entrato in Aquila ai 20 Febbrajo 1496 scorse gli Apruzzi. Giungendo a Teramo ne ebbe il possesso per accordo, come ha il Guicciardino, o piuttosto, come scrive Muzj, per intelligenza con alcuni cittadini Mazzaclocchi, antichi partitanti angioini. Entrato P Orsini chiamò ribellione il ritorno fatto al legittimo Re colla diserzione dalla francese bandiera, e volle punirne il capo Giulio Forti col farlo gittare dal finestrone della campana maggiore: ma contromandò la finale esecuzione e tìnse rimanersene alle preghiere di alcuni religiosi. Non così franca la passò Giulia, la quale soffrì il saccheggio (Guic. e Bruii). Si diresse poi l'Orsini a Lanciano, ove gli si riunirono diversi capitani, fra' quali Vitri governatore degli Apruzzi pel Ee Carlo. Di là fu dal Viceré francese chiamato in Puglia. Sgombrata la provincia si affrettarono i Teramani a rialzare l'Aragonese stendardo al grido di mòrte ai francesi, non ostante che Gnerri, conte di Montorio, tenesse soggetti al suo Re molti luoghi fra' quali il castello di Torano. Or Alessandro VI., impegnato a discacciare i francesi, prese al soldo della lega Guido degli 0baldi duca di Urbi no, e scrisse agli Ascolani che cooperassero al ricupero degli Apruzzi per Ferdinando. Quindi il duca di Urbino valicò il Trento e tolse le terre del Duca d'Atri seguace del Re Carlo Vili. Gli Ascolani con 1200 armati posero il blocco a Torano e ve lo tennero fino a Settembre colla speranza della resa: finalmente dettero l'assalto, che essendo riuscito, passarono a fll di spada i difensori nel numero di tre o quattrocento, colla perdita però del Console e di circa 100 dei loro.
   Intanto Fabrizio Colonna, spedito da Ferdinando negli Apruzzi col titolo di Viceré, rientrava in Aquila ai 10 Settembre scortato da Ludovico Franco, che il Consalvo aveva adescato colla contea di Montorio, in sostituzione del francese Guerri. Ai 20 poi dello stesso mese il cavaliere Bario-

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