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ferma dei privilegi di Teramo e specialmente quello della conservazione nel regio demanio, la franchigia di tributi per sei anni in favore del castello di Miano, che essendo stato espugnato da' Francesi era quasi distrutto colla morte della maggior parte degli abitanti; infine l'estensione ai feudi vescovili dei privilegi della città.
Alfonso II. aveva donato alla regina Giovanna, vedova di Ferdiuando I., per suo appannaggio diverse Città e Terre, fra' quali Campii e Civitella, con regia e piena signoria, onde prendevano l'aggettivo di reginali. La seconda non pertanto inviò in Lanciano, ove il Ee trovavasi, una supplica per varie grazie, fra le quali di poter riabilitare il Poggio di Varano dov'era stata una rocca (oggi Torri di Torano) e riavere i due castelli di S. Bgidio e Faraone.
Succeduto a Carlo Vili il duca d'Orleans suo cugino, nomato Luigi XII, costui fra altri titoli assunse quello di Re di Sicilia. Collegatosi coi Veneziani e col Papa Alessandro VI, assalì in agosto 1499 il ducato di Milano; e parte colle armi, parte col tradimento di un Sanseverino Conte di Cajazzo, fratello del generale del Duca Ludovico Sforza, se ne rese padrone. Tutti prevedevano, che dopo compito il conquisto di Milano il Ee di Francia sarebbesi avviato al nostro regno. Quindi Federico, sperando infondere ai suoi fedeli quel coraggio che' non avevano, scrisse alla Città nostra una lettera, in data dei 10 settembre 1499 (forse circolare), nella quale faceva sperare che il francese non sarebbe venuto, e che certamente la Veneta signorìa non l'avrebbe secondato, attesa la buona armonia che con essa egli conservava. Tredici giorni dopo altra lettera le inviava invitandola a nominare due deputati al parlamento, da radunarsi in Napoli il dì 15 del seguente Ottobre.
Nell'anno dopo i tentativi fatti dagli Sforzeschi per riacquistare il ducato, tenendo occupati i francesi in Lombardia, allontanarono la tempesta, la quale minacciava la corona di Federico. Profittando di questa calma i sindaci di Tera-mo presero possesso del feudo di Piano a Campora donato alla città dal Ee ai 16 dell'antecedente Dicembre. Tal possesso però non fu pacifico, perché essendo stato molto prima