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donato da Giovanna II. ad un camplese, morto costui senza erede era stato da Ferdinando I. nel 1460 riunito al Comune di Campii. Quindi la regina Giovanna attuale signora di Campii lo donò ai Carnplesi Bartolomeo Tosti e Nicola Pe-rocchi. Da ciò ne nacque litigio durato molti anni, e finito con accordo, in forza del quale il feudo restò ai Camplesi.
Nel 1501 dopo conchiusa una tregua coll'impero, tirato ai suoi interessi il Papa, e stretto segreto trattato col traditore Federico d'Aragona, nel quale il nostro buon Federico riponeva ogni fiducia, il Ee di Francia spinse a Eoma la sua armata. Allora Federico invitò Consalvo di Cordova, comandante delle forze del Ee Cattolico a portarsi in Gaeta, mentre egli sarebbesi portato a 8. Germano. Ma colui invece, invasa la Calabria, s'assoggettò al Ee di Aragona. Svelossi allora il vituperoso trattato che avea assegnate le provincie di Calabria e di Puglia allo scettro di costui, quelle di Terra di Lavoro e di Aprimo alla Francia. Che poteva fare l'abbandonato e solo Federico? Perduta Capua a' 24 di luglio, scorgendo tumultuanti i volubili napolitani, si ritirò nel caste! nuovo, nell'atto che il generale Aubigni entrava nella capitale per accordo, la di cui clausola più interessante era il pagamento di due. 60,000 che tramutaronsi dopo l'ingresso in 160,000.
Le crudeltà commesse da' francesi in Capua, presa d'assalto durante le trattative di resa, col massacro di 7000 abitanti (Leo) determinarono le altre città del regno a rendersi senza resistenza. Ludovico Franco, istituito dal Ee Federico conte di Montorio, uscì di Aquila ai 8 Agosto, ma verso Pizzoli cadde prigione di Vitellozzo Vitelli che teneva pe' francesi. Teramo persistette finché potè nella divozione a Federico, talché avendo un corpo di papalini assediata Colonnella, il Comandante di essa spedì a chieder soccorso ai Teramani, i quali accorsi al numero di 400, fecero sciorre l'assedio. Ultimi ed inutili sforzi: poiché giungeva negli Apruzzi un viceré francese di nome Beltramo, il quale ordinava che tutti i paesi alzassero le bandiere del suo Sovrano. Sia che Teramo avesse perseverato nella fedeltà Verso Federico, sia che Beltramo volesse imitare la condotta