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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   del molino, del trappeto, oltre l'aversi usurpata la proprietà delle acque de' fiumi, delle piante spontanee nascenti sulle stoppie de' campi, dette erbe estive, e fino degli alberi silvani sorti nei culti di particolare spettanze, senza contare i pe-dagi, i diritti di piazza, le vessazioni per le cacce riservate. Pian piano andarono in disuso le suppliche per capitoli, che nelle antecedenti dinastie erano di qualche vantaggio ai Comuni demaniali, come da molti esempì riferiti, e cessò l'intervento de' loro sindaci ai parlamenti. Questi non per altro si radunavano che per i straordinarì balzelli, chiamati donativi, offerti dai baroni, ma pagabili dai Comuni; ai quali donativi i viceré corrispondevano sempre con nuove grazie a favore de' nobili e della città di Napoli, a danno della generalità. Così questa sproporzionata capitale si accrebbe del sangue delle provincie, le quali s'intisichivano. La suddivisione delle infinite baronali giurisdizioni fomentava le liti civili e rendeva nulla la repressione dei delitti; poiché ciascun barone proteggeva i delinquenti che si rifugiavano nella loro giurisdizione. I tanti arrendamenti o monopolii producevano naturalmente controbandi, denuncio, inganni, oppressioni, arbitri. In grazia degli arrendatori si fulminavano pene afflittive sproporzionate, ammettendosi pruove privilegiate, e pronuciandosi contro i rei assenti le fuorgiu-diche. Sorsero di quei tempi le comitive di masnadieri conosciuti sotto nome di banditi. A tante cause distrattaci di ogni ben essere in terra ferma aggiungete la continua pirateria delle potenze barbaresche, cui il debol governo viceregnale non poteva porre alcuna difesa; e che non solo distruggeva ogni marittimo commercio, ma col predarne gli abitatori spopolavane i lidi, i quali convertivansi in pestifere paludi.
   A queste miserie, comuni a tutte le provincie, altre se ne aggiunsero particolari alla nostra, cioè gli alloggi militari, gli stucchi, le risaie ed il Tribunale della Grascia. Gli alloggi militari erano un vero flagello pel nostro distretto, perché sostenendo la Spagna continue guerre in Lombardia e nei paesi bassi, le truppe, or di là tornando in regno or da questo portandosi nel settentione, qui facendo mossa

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