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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   204 OPERE COMPIETE
   nell'andare, o qui riposando nel ritorno; sempre i poveri Comuni erauotastretti ad alloggiarli, a nudrirli. Non avendo mezzi ripartivano i soldati nelle famiglie.
   Chiamavansi stucchi le servitù imposte a vaste estensioni di terre col pretesto di favorire la pastorizi!), per cui era proibito ai padroni dei fondi di dissodarli dopo la -messura fino ai 25 del marzo seguente e le erbe spontanee che vi nascevano erano riputate di diritto del governo, il quale le cedeva ai possessori di gregge in proporzione del numero mediante il pagamento di una somma. Costoro vi si stabilivano ed impedivano non solo di coltivarli a vicenda, ma di piantarvi viti, ulivi, siepi, querce e fino di fabbricarvi case e stalle. Chi ardiva farlo era soggetto a multe ed a spese di processo arditissime. Ognuno immagini qual doveva essere l'agricoltura assoggettata a simili ceppi nelle migliori terre, ridotte alla coltivazione del solo grano ogni biennio con rarissime case rurali. I possessori dei greggi erano favoriti coll'esenzione del foro comune, rimanendo soggetti, anche per piccoli piati civili e criminali, ad un particolar tribunale detto delle Doganelle, al quale traevano tutte le loro cause. Non perciò gli animali prosperavano che loro mancava l'aiuto dei fieni, delle fronde e delle paglie, che solo una libera coltura potea loro somministrare.
   Le risaje compivano lo spopolamento delle pianure colla malaria. I feudatarl, riputati padroni delle acque, le concedevano per l'irrigazione, esigendo il quinto del ricolto lordo. Era perciò loro interesse che la seminagione di tal genere si dilatasse, poco loro importando se andassero diminuendo gli uomini e con essi ogni industria, purché aumentasse la loro rendita.
   Questi tre flagelli gli stucchi, le risaie e la pirateria affliggevano le migliori terre, i piani del mare e le valli de' fiumi; e per combinazione le stesse contrade risentivano la inesorabile sferza baronale; sicché erano veri deserti: mentre la parte alta vedevasi abbastanza coltivata e popolata. Ma un quarto flagello colpiva indistintamente tutta la provincia, chiamato il Tribunale della Grascia. Sebbene vigesse anche a' tempi Aragonesi, prese sotto i viceré un

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