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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   DI PANCRAZIO PALMA 205
   aspetto veramente desolante. Era salito in mente ai peruc-coui della Capitale, nelle cui mani stavasi realmente l'amministrazione del regno, che per farvi fiorire la ricchezza questa non dovesse farsi evaporare al di là dei confini, ma di qua concentrandosi, andasse tutta a piombare nella dilettissima Napoli. Quindi si proibì che si estraesse oro, argento monetato o no, grano, olio, buoi, cavalli ed ogni altro animale. Ad impedire le contravvenzioni si stabilirono due ordini di casse, le prime dette di precauzioni in Atri, Scorrano, Montorio; le seconde di esitura in Valle Castellana, Civitel-la, S. Egidio, Controguerra e Colonnella. La cessazione di ogni commercio attivo, particolarmente colle Marche non fu il solo malanno di tale stabilimento, ma si sparse una rete di molestie, di frodi, di estorsioni. Nell'intervallo fra le due linee non si potevano comprar vettovaglie né animali senza dar malleveria di non estrarli. Non era lecito trasportare una soma di grano od una pecora da un paese all'altro senza la bolletta della cassa più vicina. Incontrandosi senza bolletta animali e genere venivano confiscati. In Geanajb di ogni anno dovevano i Sindaci dar nota, dietro rivela dei proprietari, di quanti animali e di quante derrate esistevano ne' rispettivi territorì, ed in ogni quadrimestre i grascieri prendevano conto dell'esistenza e dell'uso degli oggetti notati. Non era lecito conservar generi nelle ville e nelle case campestri senza permesso del grasciere. Già s'intende che plegerie, bollette, permessi tutto si pagava; e ne' facilissimi casi di contravvenzione, procedendosi criminalmente, anche senza corpo di delitto, davasi adito a multe, a transazioni, ad arresti arbitrar! ed a non infrequenti condanne alle galere. Erano i capitani della grascia autorizzati a pubblicare nuovi bandi, ne' quali sotto il pretesto di precauzione contro le frodi si moltipllcavano i casi di contrabando e molti ne rimangono nell'archivio di Campii.
   Dopo questa generica descrizione del nostro infelice stato nel periodo viceregnale spagnuolo dal 1505 al 1713 ripigliamo il filo della patria storia.
   Nel 1506 la nobile Pranceschina di Cicintò (altrimenti Ciantò o Ciautro) maritata ad Angelo Castiglioni di Penne

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