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Opere Complete di Pancrazio Palma (1781-1850)

Giovanni Palma (a cura di)
Giovanni Fabbri Teramo, 1912, pagine 572

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a cura di Federico Adamoli

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   206 OPERE COMPLEIB
   ebbe l'investitura di Poggio Umbricchio, che si disse castello disabitato, cui si aggiunse la villa Veiiano, colla metà del feudo di Altavilla, e secondo altre memorie che citano il repertorio de' quinternoni M. 57 a t. vi si comprese anche Poggio Eamonte (forse per una rata).
   Il sospettoso Ferdinando, com'erasr ingelosito dell'infelice Colombo ritogliendogli il governo del nuovo mondo ed imprigionandolo, ebbe paura anche di Oonsalvo nostro viceré, in modo che risolse di rimuoverlo. Onde ciò fare con ogni sicurezza fìnse arrendersi alle istanze dei Napoletani, desiderosi di vedere il nuovo sovrano. Partì dunque da Barcellona con un naviglio di 50 vele, giunse in Napoli negli ultimi giorni di ottobre e vi fece solenne ingresso il 1. di novembre. Speravansi dal novello monarca in tal occasione riordinamenti e sollievi. Ma trovando esausto l'erario, e dovendo dar compensi a coloro che avevano restituiti i feudi a' partitanti angioini, non solo si astenne da ogni liberalità, ma aggiunse nuovi aggravii: facendo esigere rigorosamente le somme dovute da Comuni. Fra questi Teramo risultò de-bitrice di vistosa somma, di cui il re, con lettera di suo pugno in data de' 27 novembre 1506, ordinò il versamento. Subito la Città spedigli due Oratori, i quali seppero ben rappresentare a Ferdinando i dispendii ed i danni sofferti dai cittadini per conservarsi fedeli alla casa di Aragona, per le due sollevazioni contro i francesi, pel soccorso prestato al Conte di Popoli d'ordine del gran Capitano, il quale essendo presente contestò la verità de' fatti allegati, in modo che il re concedette con diploma de' 7 marzo 1507: 1. la condonazione della metà del debito; 2. dilazione pel resto colla facoltà di pagarlo in tanti panni; 3. l'esenzione da ogni tributo per 15 anni a favore del castello di Miano pei danni sofferti; 4. la conferma dei privilegi, e segnatamente quello del regio demanio.
   Bipartendo da Napoli Ferdinando seco condusse sott'o-norate apparenze il Consalvo, ma realmente per rimuoverlo da ogni impiego, e destinò nostro viceré D. Giovanni d'A-ragona conte di Eipacorsa. Durante la sua dimora in Napoli, abolito il Consiglio di Stato, i di cui membri dicevansj

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