DI PANCRAZIO PALMA 207
consiglieri collaterali, i Begj uditori ed i reggenti di Cancelleria, riunì tutte le attribuzioni in un consiglio collaterale preseduto dal viceré. Aveva ancora ceduto Teramo, in supplemento di appannaggio a Giovanna sua sorella, regina vedova di Ferdinando I, la quale spedì a prenderne possesso D. Giovanni Oastriota. Dal suo canto la città a' 20 Agosto 1507 inviò Gio: Marino Consorti e Buo Pistilli a giurarle fedeltà ed a chiedere da lei la conferma de' privilegi, che ottennero con rescritto de' 7 settembre, fra quali la manutenzione nel regal demanio, lo statuto, il dritto d'impor gabelle, garanzie nel giorno di mercato, come nel precedente e nel seguente, l'esenzione dagli alloggi ecc.
Fu allora Teramo associata alla sorte di cui Campii godeva da molti anni: poiché Giovanna era contenta della primiera imposizione di quindici carlini a fuoco e della privativa del sale; di modo che il tributo di Teramo coi villaggi non giungeva alla somma di due. 1200, che per maggiore agevolazione in parte potevasi pagare in tanti panni. Questo vantaggio molto doveva favorire i lanifici già fiorenti in Teramo ed in Campii. E non solo blandì Giovanna la fisica prosperità, ma informata che persistevano ancora le reliquie de' Mazzaclocchi e de' Spennati, comandò al Castriota governatore de' suoi stati in Apruzzo di ridurre a perfetta pace tutti i cittadini. Eseguito tal comando con zelo e premura, rimasero finalmente estinti quegli odiosi e funesti nomi, sebbene rimanesse sotto cenere il fuoco dell'antipatia, come vedremo. Grata la città a tanto bene ne rese grazie con lettera alla regina, la quale rispose ai 22 Dicembre 1507, firmandosi la trista reina (perché vedova). Muzj assicura che con tal lettera altre 10 se ne conservavano in archivio, tutte graziose ed amorevoli. Soggiunge che in quell'epoca Teramo col contado era tassata per 778 fuochi: che il piccolo consiglio era composto di 120 cittadini : che questo nominava 25 procuratori per chiese, conventi, ospedale e per altri civici incarichi, scelti fra i più distinti, dei quali il Palma riferisce quelli di famiglie superstiti o menzionate nella storia, ritratti dal libro de' consigli del 1508 e 1509 a noi pervenuti, Ed io al mio solito restringendo