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la mensa e piantarono due boschetti l'uno sopra, l'altro a destra della fontana, cui aggiunsero due fonti artificiali, uno di acque copiose prese dal formale, l'altra di vino rosso. Cominciato il pranzo si udirono suoni e canti di musici nascosti nel boschetto superiore. Fatta pausa uscirono dal laterale a danzare 12 giovanotti vestiti alla moresca. Finita la danza nuove sinfonie e nuove arie s'intesero da sopra, e quindi i giovinetti ricomparvero vestiti e pettinati da donne per intrecciar nuovi balli. Durò così la festa sino a notte. Nel dì seguente le regine visitarono il duomo e venerarono il protettore con altre molte reliquie: nel quarto giorno con diverse chiese osservarono tutta la città, nella quale vedendo con sorpresa tanti spazi vuoti e tanti casa-leni ne chiesero la .cagione, e lor fu risposto esser ciò l'ultimo risultamento delle passate discordie. La sera i signori del reggimento alla regina madre presentarono due. 500 insieme al bacile di argento che li contenea. Quindi offrirono due. 300 alla giovine regina, 100 al Oastriota, 100 alla sorella di costui prima dama di accompagno e così in proporzione a ciascuno del seguito. La vecchia Giovanna, rendute le grazie dei doni sudetti, fece sedere i signori del reggimento, e presa occasione dalle rovine incontrate in città, esortò i Teramani a ripararle mercé di una perfetta con-cordia. Nel seguente giorno le due principesse si partirono accompagnate dal magistrato sino al fiume; e fino a Penne da una scorta di cavalieri e pedoni.
Nel medesimo anno 1514 fu dato principio al nuovo palazzo municipale ed in tre anni fu fatta la loggia, la volta ed un tetto provvisorio. Fu poi tralasciata la fabbrica per molti travagli che afflassero la città, in modo che la sala ed alcune stanze furon fatte nel 1560. Con maggior prestezza e con più magnificenza rifabbricarono i Camplesi il loro comunale palazzo circa lo stesso tempo dappoiché evvi sopra uno degli otto gotici finestroni inciso in pietra l'anno 1520. L'intiera facciata tutta di riquadrate pietre, lunga 160 palmi e sostenuta da sei archi di pieno sesto, formarono un continuo portico dell'espressa lunghezza a comodo de' due mercati, che nei giovedì e domeniche d'ogni settimana vi